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Il grande ex

Frederic Massara, il grande ex: l’architetto dell’ultimo scudetto rossonero

Vincenzo Bellino
Da uomo-ombra a protagonista assoluto: il percorso di Massara in rossonero, tra intuizioni geniali e calcio sostenibile
00:55 min

Alla vigilia della sfida di campionato tra Roma e Milan, il destino intreccia passato e presente attraverso una figura che ha segnato profondamente entrambe le realtà: Frederic Massara. Oggi direttore sportivo giallorosso, Massara è stato uno dei pilastri silenziosi del Milan campione d’Italia 2021-2022, un uomo capace di costruire vittorie lontano dai riflettori, con competenza, visione e un’idea di calcio moderna e sostenibile.

Massara, l'uomo ombra del Milan

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Quando il Milan torna sul tetto d’Italia dopo undici anni di attesa, gran parte dei riflettori si concentrano su Pioli, Ibrahimović e Maldini. Eppure, dietro quel trionfo, c’è anche la mano discreta ma fermissima di Frederic Massara, il vero “fornitore di idee” di quel progetto vincente.

Arrivato a Milanello tra diffidenze e scetticismo, alla sua prima esperienza realmente autonoma, Massara ha saputo imporsi con il lavoro quotidiano e con una visione chiarissima: costruire una squadra forte, giovane e sostenibile, senza cedere alle tentazioni del mercato facile. Un profilo lontano dall’immagine del dirigente mediatico, ma perfettamente calato nel calcio contemporaneo.

"Figlio di Sabatini"

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Figlio calcistico di Walter Sabatini, Massara ne ha ereditato il culto delle idee, dei rapporti umani e dell’intuizione prima del nome altisonante. Al Milan, questo approccio si traduce in una serie impressionante di colpi mirati: Theo Hernández, Maignan, Tonali, Bennacer, Tomori, Kalulu, Leão, Giroud, Saelemaekers. Giocatori diversi per età e status, ma accomunati da una caratteristica fondamentale: funzionali al progetto.

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Il Milan di Massara diventa così un laboratorio virtuoso, capace di coniugare equilibrio economico e ambizione sportiva, in un’epoca in cui la sostenibilità non è più una scelta, ma una necessità.

Uno scudetto storico

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Il titolo del 2022 non è solo il diciannovesimo scudetto rossonero. È un traguardo che segna una svolta epocale: il primo tricolore dell’era post-Berlusconi e il primo conquistato sotto la gestione di un fondo d’investimento internazionale.

In questo contesto, il ruolo del direttore sportivo torna centrale, quasi rivoluzionario, restituendo dignità a un mestiere spesso schiacciato dalle ingerenze presidenziali. Massara diventa così simbolo di un calcio semplice solo in apparenza, dove programmare è più difficile che spendere, e vincere richiede metodo prima ancora che risorse.