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Il Milan martedì sera sarà impegnato nella delicata trasferta al Dall'Ara contro il Bolognadi Vincenzo Italiano. Rossoneri chiamati a riscattare il pareggio contro la Roma che ha permesso all'Inter di allungare a +5 sulla squadra di Allegri. Il Bologna non sta certo passando un buon momento: solo una vittoria nelle ultime 10 giornate. I Felsinei, inoltre, sono reduci dal KO in rimonta contro il Genoa (3-2) ma nonostante tutto non si può certo negare che l'attacco rossoblù non sappia come trovare la via della porta. Vediamo il reparto offensivo della squadra di Italiano.
Nonostante il periodo buio, il Bologna può contare su un reparto offensivo che quando vuole sa davvero essere temibile per qualsiasi difesa. Se gli attaccanti non riescono a sfondare la linea difensiva allora si ricorre alla giocata singola o ai tiri da lontano. In un modo o nell'altro l'attacco dei Felsinei è uno dei più letali che il Milanpuò incontrare in questa lotta scudetto.
Non ci sono dubbi su chi sia il simbolo del reparto offensivo. Riccardo Orsolini è l'anima del Bologna. Quando il pallone arriva ai suoi piedi ci si aspettare di tutto, giocate o tiri a giro (vedi quello contro il Verona). La sua stagione è semplicemente straordinaria grazie alle sue 11 reti in 26 partite. Se il Bologna dà segnali di cedimento, il nativo di Ascoli si carica la squadra fino alla fine della partita. E alcuni si chiedono perché non giochi in un club più ambizioso.
Tornato in Italia dopo l'esperienza in Canada, Federico Bernardeschi ha dimostrato di essere un elemento importante. Non è certo un bomber, ma anche lui sa colpire quando gli si presenta l'occasione. Per lui 4 reti in 23 presenze stagionali. Per segnare, però serve anche un aiuto più che valido. Quell'aiuto prende il nome di Santiago Castro. Nonostante il suo 1,77 l'argentino si è dimostrato anche letale nelle palle ma la velocità e imprevedibilità sono le sue armi migliori che lo hanno portato a trovare la porta 7 volte in questa annata.
Stesso discorso vale per Jens Odgaard. A differenza di Castro il danese fa dei centimetri la sua arma letale (1,88) e grazie anche al suo fisico può penetrare in mezzo alla difesa con grande abilità. Per lui al momento 6 reti in 28 presenze. Non sarà prolifico sotto porta ma quando corre è difficile stargli dietro. Stiamo parlando di Nicolò Cambiaghi. Capace di giocare su entrambe le fasce, il classe 2000 è abile anche nei dribbling uno contro uno e nelle soluzioni da fuori area. Ad oggi il suo score parla di 3 reti in 27 partite.
Un attaccante che invece deve ancora imporsi è Jonathan Rowe. Arrivato a Bologna questa estate dopo la furiosa lite al Marsiglia con Adrien Rabiot, l'inglese al momento è andato a segno solo in Europa League (2 reti) mentre in campionato è ancora a secco. Del torneo continentale fa suo territorio anche Thijs Dallinga, anche per lui 3 reti (miglior marcatore felsineo in Europa League) mentre in Serie A appena una marcatura.
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