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In questi ultimi giorni in riferimento al Milan allenato da Massimiliano Allegri c'è stata la polemica relativa al modo di giocare. "Il Como è sesto, ha preso meno gol e gioca meglio del Milan" - ha detto un autorevole commentatore televisivo.
E poi, per non far mancare pepe sulla minestra, c'è stata anche la polemica sul gol al primo tiro in porta. Il destino, solo qualche ora dopo, ha voluto essere beffardo, attese le statistiche di Milan Genoa e la produzione offensiva rossonera nella gara di giovedì scorso. Il tema, tuttavia, rimane attuale: ma il Milan potrebbe giocare meglio, facendo un calcio dominante?
A mio modesto avviso, il Milan di Allegri attua l'unico stile di calcio che può attuare. Non è un calcio dominante e questo è sotto gli occhi di tutti. L'anno scorso, tuttavia, ci sono stati ben due allenatori, Paulo Fonseca e Sergio Conceicao, che hanno provato a mettere in pratica uno stile di calcio diverso (pressione alta, riaggressioni, calcio posizionale). Gli esiti non sono stati particolarmente lieti. Anzi. Il Milan 2024-2025 è precipitato all'ottavo posto della classifica ed è rimasto fuori dalle coppe europee.
Il tema di fondo quindi concerne le caratteristiche di questa rosa e non il gusto calcistico, legittimo e personale, di ogni commentatore. Questo Milan, oggi, non ha un organico adatto a proporre uno stile di calcio che possa dominare il gioco e che possa portare un certo tipo di pressione continua e costante.
Se si analizzano le partite del Milan nel dettaglio, si potrà notare che le smagliature del Milan emergono ogni volta che la squadra perde le distanze. La difesa rossonera fa fatica a giocare alta e a difendere su situazioni di palla scoperta. Inoltre non c'è un centrocampista bravo a chiamare i tempi del pressing, ragione per la quale diventa difficile organizzare una pressione credibile.
Tali aspetti portano l'allenatore del Milan, Massimiliano Allegri, ad optare per uno stile di gioco meno raffinato e molto più spartano. Da sempre, d'altronde, il fuoco si fa con la legna che si ha e non con quella che si vorrebbe avere.
Il principale limite di tutti i commentatori del calcio che hanno un approccio giochista e meramente sacchiano è quello di non contemplare uno stile di gioco alternativo, ritenendolo quasi una vergogna, un'onta incancellabile.
Questi commentatori dimenticano che Silvio Berlusconi fece la rivoluzione del calcio proponendo il suo modello di gioco offensivo e positivo, senza mai delegittimare il modo di giocare delle altre squadre o la visione del calcio degli altri allenatori.
Questa, in sostanza, è la differenza fondamentale fra l'illuminismo e l'ideologia.
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