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La voce Aké e l’esigenza del Milan: migliorare l’uscita della palla da dietro

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mbambara Vice direttore 
I numeri difensivi del Milan sono buoni: ha la seconda miglior difesa della Serie A. Serve un centrale alla Akè per migliorare l'impostazione
00:57 min

Nella giornata di ieri, il giornalista esperto di mercato Matteo Moretto ha associato il nome di Aké al Milan. Queste le parole di Moretto: Aké è un nome che il Milan sta monitorando da inizio gennaio, consapevole del fatto che è un'operazione complicata a livello di costi, ma nei giorni finali magari quest'operazione può trasformarsi in un'occasione. Bisognerà capire anche Guardiola cosa ne pensa”.

Nathan Ake (Photo by Michael Steele/Getty Images)

Difficile comunque arrivare ad Aké

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In sostanza non c’è nulla di certo. Il difensore centrale olandese piace al Milan, ma l’operazione di mercato, sia per le tempistiche, sia soprattutto per i costi, appare parecchio complessa da imbastire. Difficile fare previsioni, tuttavia l’associazione del nome di Akè al Milan consente di porre qualche opportuna e doverosa riflessione sul reparto difensivo del club rossonero.

Non mi stupisce che il Milan abbia pensato ad Akè, dopo aver provato, in estate, a prendere prima Akanji e poi Joe Gomez. Al Milan manca un centrale di questo livello per fare uno step importante sul piano della crescita del reparto difensivo. Non c'è un tema di gol subiti: se rimaniamo al rendimento difensivo rossonero, il Milan ha subito ad oggi 17 gol ed è la seconda miglior difesa del campionato.

Serve un centrale soprattutto per migliorare l’impostazione del gioco

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Il tema è più complesso ed inerisce l’impostazione del gioco. Ormai tutte le squadre forti hanno centrali che abbinano forza, fisicità e buon piede in fase di uscita. Il grande limite del Milan è proprio questo: i due braccetti difensivi non sono adatti alla costruzione del gioco per limiti nella trasmissione della palla. Gabbia ha buon piede ma è lento come struttura e quando gli spazi aumentano si notano i suoi difetti.

Avere almeno un centrale di piede, bravo a reggere alcune situazioni di parità numerica a campo aperto, consentirebbe alla squadra di Massimiliano Allegri un grande salto in avanti sul piano dell’uscita della palla da dietro e, conseguentemente, sul piano della qualità del fraseggio. Il Milan, inoltre, sarebbe meno pressabile sugli scarichi dei centrocampisti.

Probabilmente non arriverà un giocatore del livello di Akè in questa sessione di mercato invernale, ma il fatto che il Milan stia cercando un elemento con il profilo dell’attuale difensore centrale del Manchester City è un segnale evidente: il club rossonero è ben conscio di quale sia il reparto su cui è necessario operare gli interventi maggiori.

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