Due Milan all’Olimpico: apatico nel primo tempo, dominante nella ripresa, con Moreira protagonista assoluto della rimonta rossonera.
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Prezioso soprattutto per ciò che è successo all'intervallo. Perché gli ingressi di Christian Pulisic, Diego Moreira e Yunus Musah hanno cambiato completamente la fisionomia del Milan e, di conseguenza, l'equilibrio della partita. Tre cambi, tre modi diversi di incidere, ma un unico effetto: trasformare una squadra apatica e in difficoltà in una formazione capace di prendere il controllo del campo.
Lazio-Milan è stata soprattutto la partita con cui Diego Moreira si è presentato alla Serie A e al popolo rossonero.
Una scarica di adrenalina continua sulla fascia sinistra, fatta di accelerazioni, strapotere fisico e una sicurezza nei propri mezzi che in alcuni momenti lo ha reso letteralmente imprendibile. Ha ricordato, per caratteristiche di impatto e capacità di attaccare lo spazio, quanto al Milan sia mancato nell'ultimo anno, dopo la cessione di Theo Hernandez, un giocatore capace di trasformare una corsia esterna in una fonte costante di pericolo.
La fascia sinistra rossonera, con Moreira, torna così ad avere una presenza offensiva importante. Non è soltanto questione di velocità. È la sensazione che ogni volta che riceve palla possa succedere qualcosa.
Importante anche l'ingresso di Yunus Musah, ancora una volta utilizzato da Amorim e ancora una volta capace di spiegare sul campo la fiducia che il tecnico portoghese gli sta concedendo in questo inizio di stagione. Corsa, quantità, aggressività e una disponibilità continua al sacrificio. In una mediana a due, Musah può diventare quel polmone di cui una squadra ha bisogno per sostenere ritmi elevati e coprire grandi porzioni di campo.
E poi c’è Christian Pulisic. Il suo ingresso ha ricordato una cosa che il Milan conosce ormai bene: quando l'americano è in campo, la trequarti rossonera ha un padrone. Movimenti, qualità, capacità di trovare gli spazi e soprattutto quella continuità tecnica che permette al Milan di avere un riferimento costante negli ultimi trenta metri.
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Perché se la panchina ha dimostrato di poter cambiare una partita in maniera così netta, il prossimo passo deve essere evitare che il Milan abbia bisogno dell'intervallo per cominciare a giocare.
Il pareggio può essere prezioso. La lezione del primo tempo, invece, deve diventare un monito. Perché il Milan visto nella ripresa è quello che Amorim deve pretendere sempre.
Il Milan ha dimostrato di poter dominare. Adesso deve dimostrare di saperlo fare per novanta minuti.
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