Chivu provoca Milan e Juventus, ma il calcio non vive di rendite: nuove squadre, nuovi allenatori e nuove gerarchie aspettano conferme.

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Il 4 settembre 2026 verrà ricordato come il giorno in cui Juventus-Milan è stata ufficialmente rinominata: la partita della tradizione.

Una definizione che, considerando il peso storico delle due società, potrebbe persino sembrare appropriata. Parliamo di due club che insieme hanno scritto una parte enorme della storia del calcio italiano ed europeo. Ma Juventus-Milan è molto più della somma dei suoi trofei.

Il problema nasce quando la tradizione viene utilizzata per sminuire il presente.

Cristian Chivu, alla vigilia di Inter-Napoli, ha spiegato la propria idea sugli scontri diretti chiedendosi se Juventus e Milan possano essere considerate tali dopo essere arrivate molto lontane dall’Inter nella scorsa stagione. Per il tecnico nerazzurro, quindi, la sfida tra le due società sarebbe soprattutto una partita di tradizione.

Milan Juventus Chivu

Ed è proprio qui che qualcosa non torna. Se per stabilire chi sia una rivale bisogna guardare esclusivamente alla classifica dell’anno precedente, perché considerare soltanto la stagione appena conclusa e non la storia complessiva? E soprattutto: perché utilizzare il passato per definire il presente quando siamo appena all’inizio di un nuovo campionato?

Milan e Juventus hanno iniziato la stagione con due vittorie e si presentano alla sfida di domenica a punteggio pieno. Questo non significa che siano automaticamente le favorite per lo Scudetto, né che abbiano già dimostrato di essere superiori all’Inter. Significa semplicemente che il giudizio sulla loro competitività non può essere congelato alla primavera precedente.

Le gerarchie nel calcio non sono ereditarie e nemmeno immutabili.

Chivu guarda alla scorsa stagione e punge Milan e Juventus: la risposta arriverà dal campo

AC Milan v Juventus FC - Serie A
MILAN, ITALY - APRIL 26: Adrien Rabiot of AC Milan in action during the Serie A match between AC Milan and Juventus FC at Giuseppe Meazza Stadium on April 26, 2026 in Milan, Italy. (Photo by Giuseppe Cottini/AC Milan via Getty Images)

Se Milan e Juventus dovessero arrivare davanti all’Inter quest’anno, quella di Chivu sarebbe stata una fotografia già vecchia dopo appena poche giornate. Se invece l’Inter dovesse confermarsi ancora una volta superiore, il campo avrebbe dato ragione ai nerazzurri. È esattamente questo il bello del calcio: il passato offre contesto, il presente offre indicazioni, il campo emette il verdetto.

E allora Juventus-Milan non è soltanto tradizione. È una sfida tra due squadre che hanno cambiato molto, due progetti nuovi, due allenatori chiamati a costruire qualcosa di diverso e due club che, dopo una stagione complicata, hanno tutto il diritto di pensare di poter tornare protagonisti.

Del resto, anche l’Inter di Chivu arriva da una stagione straordinaria, conclusa con Scudetto e Coppa Italia. Ma proprio per questo dovrebbe essere la prima a sapere che il calcio non concede rendite di posizione.

E se proprio dobbiamo parlare di tradizione, allora facciamolo fino in fondo. Non parliamo solo della scorsa stagione, ma della storia in genere.

Perché se Juventus-Milan è soltanto uno "scontro della tradizione", viene spontaneo chiedersi cosa dovremmo definire una partita realmente decisiva per il presente. Forse lo scopriremo domenica.

Il dato, però, è tratto: buona partita della tradizione a tutti.

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