Precedenti, stato di forma, segreti e uomini più pericolosi: tutto quello che c'è da sapere sul match di questa sera in Europa League
Il Milan verso Bournemouth: inglesi forti, torna Cisse
Il tour-de-force ottobrino non conosce soste. Archiviata la vittoria col brivido con l’Atalanta, per i rossoneri è di nuovo tempo di Europa. Sulla strada del Milan di mister Ruben Amorim, stavolta c’è il Bournemouth. Una squadra della Premier League che il tecnico portoghese conosce bene, avendola già affrontata quando sedeva sulla panchina del Manchester United. Un avversario, anche questo, da prendere con le pinze. Anche se i segnali di crescita fatti registrare dal Diavolo inducono a un moderato ottimismo.
Come ci arriva il Milan
Come accennato in sede di presentazione, i rossoneri ci arrivano con il morale decisamente alto dopo le vittoriose prove fornite al cospetto di Salisburgo e Atalanta, che ne hanno rilanciato le ambizioni. Tanto in Europa League, quanto in campionato. I numeri parlano di ben 7 reti messe a segno e 2 sole subite nei 180’ che li hanno visti fronteggiare gli austriaci e gli orobici. Dati incoraggianti, che parlano di una squadra che sta trovando gradualmente il proprio assetto, anche se non è tutto oro quel che luccica. Perché se alla Red Bull Arena la prova è stata particolarmente convincente sotto il profilo della tenuta mentale, è contro l’Atalanta che sono emerse delle crepe da non sottovalutare. L’ultima mezz’ora contro la compagine allenata da Maurizio Sarri ha destato più di una perplessità: trovato il 3-0 con Gila, i rossoneri hanno ritenuto chiusa la pratica staccando la spina. Un errore che poteva essere pagato a carissimo prezzo e che solo un grande intervento di Maignan su Zappacosta ha impedito che si trasformasse in un vero e proprio psicodramma. Al netto di ciò che non si è verificato, resta l’ora di gioco disputata con grande intensità e attenzione ai particolari.
Un Milan così a pieno regime era da tempo che non si vedeva a San Siro. La squadra ha mostrato determinazione e ferocia nella riconquista del pallone, arginando sul nascere qualsiasi velleità offensiva atalantina. Il manifesto di questa consapevolezza è l’immagine di Rabiot prima e dopo il gol del momentaneo 2-0. Il centrocampista francese ha rappresentato, con il proprio atteggiamento in campo, l’emblema di una squadra finalmente capace di aggredire l’avversario senza timori reverenziali. La determinazione nei contrasti, la continua ricerca della posizione migliore e la disponibilità al sacrificio hanno accompagnato una prestazione nella quale il contributo del singolo si è messo al servizio del collettivo. Rabiot non si è limitato a interpretare il proprio ruolo, ma ha contribuito a dare ritmo e personalità alla manovra rossonera. Un atteggiamento che non è venuto meno neppure dopo la marcatura, a testimonianza di quella mentalità vincente che Amorim sta cercando di trasmettere ai propri uomini. Ed è proprio questa la principale novità emersa nelle ultime uscite. Il Milan sembra aver ritrovato il gusto di aggredire le partite, anziché limitarsi a subirne passivamente gli sviluppi. La squadra appare più corta, maggiormente reattiva sulle seconde palle e soprattutto più determinata nella riconquista del possesso.
Non mancano, tuttavia, gli aspetti sui quali lavorare. Il calo registrato contro l’Atalanta non può essere liquidato come un semplice episodio. Al contrario, evidenzia quanto sia ancora fragile l’equilibrio raggiunto dai rossoneri, soprattutto quando vengono meno intensità e concentrazione. Anche la gestione delle energie rappresenta una variabile importante. Il calendario particolarmente fitto impone ad Amorim di distribuire le risorse a disposizione, senza compromettere gli automatismi che la squadra sta progressivamente acquisendo. La crescita passa anche attraverso la capacità di interpretare i diversi momenti dell’incontro. Non sempre sarà possibile mantenere ritmi elevatissimi per novanta minuti, ma sarà indispensabile imparare a controllare le partite anche quando l’avversario riuscirà a prendere l’iniziativa. La trasferta inglese rappresenterà, in tal senso, un banco di prova particolarmente significativo.
Come ci arriva il Bournemouth
Se il Milan sembra aver imboccato la strada della continuità, il Bournemouth sta vivendo una stagione caratterizzata da un rendimento decisamente altalenante. La formazione guidata da Marco Rose presenta infatti due volti apparentemente inconciliabili: quello incerto e vulnerabile mostrato in Premier League e quello ben più convincente esibito sul palcoscenico europeo. In Europa League, le Cherries hanno finora conosciuto soltanto il sapore della vittoria. Al successo esterno per 2-1 contro la Real Sociedad ha fatto seguito il netto 3-0 inflitto allo Sturm Graz. Due affermazioni che hanno consentito agli inglesi di presentarsi alla terza giornata a punteggio pieno, con cinque reti realizzate e una sola subita. Ben diverso il discorso relativo al campionato, dove il Bournemouth ha incontrato non poche difficoltà. Il pesante 5-1 incassato sul terreno del Chelsea aveva ulteriormente evidenziato le fragilità di una squadra incapace, fino a quel momento, di trovare il giusto equilibrio fra le due fasi.
La vittoria casalinga per 2-0 contro il Sunderland, arrivata domenica scorsa, ha tuttavia restituito fiducia all’ambiente, interrompendo un digiuno di successi in Premier League che durava dall’inizio della stagione. Un risultato importante, anche se da contestualizzare. Gli ospiti sono infatti rimasti in inferiorità numerica già al 17’, circostanza che ha inevitabilmente condizionato l’andamento della gara. Ciò non toglie che il Bournemouth abbia mostrato un atteggiamento particolarmente propositivo, producendo una notevole mole di occasioni e arrivando a concludere ben 29 volte verso la porta avversaria. Fra i protagonisti dell’ultima settimana spicca Evanilson, autentico punto di riferimento dell’attacco inglese. Il brasiliano è andato a segno sia contro lo Sturm Graz sia contro il Sunderland, confermando una buona condizione realizzativa. Da segnalare anche il contributo di Marcus Tavernier e del giovane Rayan, due elementi che garantiscono imprevedibilità e dinamismo alla manovra offensiva.
Il Bournemouth arriva dunque all’appuntamento con due vittorie consecutive, entrambe ottenute senza subire reti. Un segnale di ripresa che, pur non cancellando le difficoltà incontrate in campionato, impone al Milan di affrontare l’impegno con la massima attenzione.
Iscriviti al canale WhatsApp di Milanisti Channel per leggere in anteprima tutte le notizie sul Milan. Entra a far parte di una famiglia rossonera.
La chiave tattica di Bournemouth-Milan
La sfida del Vitality Stadium si preannuncia particolarmente interessante sotto il profilo tattico. Di fronte due formazioni che fanno dell’intensità e della riconquista del pallone due componenti fondamentali della propria filosofia di gioco, pur interpretandole con caratteristiche differenti. Il Bournemouth di Marco Rose predilige un calcio aggressivo, basato sulla pressione esercitata nei confronti del portatore di palla e sulla ricerca immediata della verticalità. Il sistema di riferimento è il 4-2-3-1, che può assumere configurazioni differenti a seconda delle situazioni di gioco. In fase di non possesso, gli inglesi tendono ad accorciare rapidamente sugli avversari, cercando di impedire una costruzione ragionata della manovra. Una pressione che coinvolge non soltanto gli attaccanti, ma anche gli uomini di centrocampo, chiamati a ridurre gli spazi e ad aggredire le seconde palle.
È proprio in questa zona del terreno di gioco che potrebbe decidersi buona parte dell’incontro. Il Milan dovrà essere bravo a sottrarsi alla prima pressione, evitando quelle palle perse in fase di costruzione che potrebbero trasformarsi in altrettante opportunità per i padroni di casa. In tal senso, la qualità del primo passaggio e la capacità dei centrocampisti di offrire soluzioni ai compagni rappresenteranno due aspetti fondamentali. Rabiot potrebbe nuovamente assumere un ruolo determinante, non soltanto nella fase di interdizione, ma anche attraverso i propri inserimenti. La sua capacità di accompagnare l’azione offensiva potrebbe consentire ai rossoneri di sfruttare gli spazi che inevitabilmente si aprono quando il Bournemouth porta molti uomini in pressione. Perché proprio l’aggressività della formazione inglese potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio. Un pressing particolarmente alto, se superato con rapidità e precisione, rischia infatti di lasciare ampie porzioni di campo a disposizione degli avversari. Il Milan dovrà essere abile a sfruttare queste situazioni, evitando di rallentare eccessivamente la circolazione del pallone. Particolare importanza assumeranno anche i movimenti degli uomini offensivi. La mobilità di Pulisic, qualora impiegato, e la capacità di Cissé di attaccare gli spazi potrebbero rappresentare soluzioni preziose per mettere in difficoltà la retroguardia inglese. Il giovane rossonero, reduce dalla tripletta realizzata contro il Salisburgo, ha dimostrato di possedere qualità interessanti nell’attacco della profondità e nella finalizzazione. Caratteristiche che potrebbero tornare particolarmente utili contro una squadra incline ad alzare il proprio baricentro.
Ma il Milan dovrà prestare altrettanta attenzione alla fase difensiva. Evanilson costituisce il principale riferimento offensivo del Bournemouth, pur non limitandosi a occupare stabilmente la posizione centrale. Il brasiliano è abile nel muoversi fra i difensori, cercando sia la profondità sia la collaborazione con i compagni. I suoi movimenti potrebbero mettere alla prova la tenuta della retroguardia rossonera, soprattutto nelle situazioni in cui il Milan dovesse perdere il possesso con molti uomini oltre la linea del pallone. L’assenza di Gabbia, se confermata, imporrebbe ulteriori accorgimenti. Tomori, De Winter e Pavlović, a seconda delle scelte di Amorim, dovranno garantire attenzione nelle marcature e soprattutto nella gestione degli spazi alle proprie spalle. Un altro elemento da considerare riguarda le corsie laterali. Il Bournemouth dispone di giocatori capaci di creare superiorità numerica attraverso accelerazioni e movimenti senza palla. Tavernier, Gannon-Doak e Rayan offrono caratteristiche differenti, ma possono tutti contribuire ad allargare le maglie difensive avversarie. Per il Milan sarà fondamentale mantenere un adeguato equilibrio fra la spinta degli esterni e la copertura preventiva.
Il rischio, diversamente, sarebbe quello di concedere agli inglesi situazioni favorevoli nelle transizioni, soprattutto qualora i rossoneri dovessero perdere il pallone nella metà campo avversaria. Da questo punto di vista, la partita contro l’Atalanta ha rappresentato un avvertimento. Quando il Milan ha mantenuto distanze corrette fra i reparti, aggressività e concentrazione, ha sostanzialmente impedito agli avversari di sviluppare la propria manovra. Quando invece sono venute meno queste caratteristiche, gli orobici hanno trovato spazi e fiducia, arrivando a sfiorare una rimonta che avrebbe avuto del clamoroso. Contro il Bournemouth sarà dunque indispensabile evitare che si ripetano situazioni analoghe. Non sarà soltanto una questione di moduli, ma soprattutto di interpretazione. Il Milan dovrà saper scegliere quando accelerare, quando consolidare il possesso e quando abbassare il ritmo, senza perdere compattezza e lucidità. La gestione delle transizioni, tanto offensive quanto difensive, potrebbe rappresentare il vero spartiacque della sfida.
Gli uomini da tenere d'occhio per Amorim
Fra gli inglesi, il principale pericolo porta il nome di Evanilson. L’attaccante brasiliano rappresenta un riferimento importante per la manovra offensiva delle Cherries, grazie alla capacità di muoversi su tutto il fronte d’attacco, attaccare la profondità e rendersi pericoloso negli ultimi metri. Altrettanta attenzione merita Marcus Tavernier, elemento particolarmente dinamico e capace di coniugare lavoro per la squadra e qualità negli inserimenti. Rayan costituisce invece una delle risorse più interessanti a disposizione di Rose. Il giovane brasiliano ha già lasciato il segno in Europa League, mettendo in mostra rapidità e capacità di incidere negli spazi. Senza dimenticare Justin Kluivert, giocatore dotato di tecnica e imprevedibilità, in grado di offrire ulteriori soluzioni alla manovra offensiva.
Sul versante rossonero, gli occhi saranno puntati soprattutto su Rabiot, chiamato a confermare l’eccellente atteggiamento mostrato contro l’Atalanta. Ma attenzione anche a Cissé, reduce dalla straordinaria prestazione di Salisburgo, e alla qualità degli uomini offensivi che Amorim deciderà di impiegare. Molto dipenderà dalla capacità del Milan di trasformare il proprio potenziale tecnico in una prestazione collettiva equilibrata, evitando di affidarsi esclusivamente alle iniziative individuali.
Bournemouth-Milan sarà un esame di maturità
Bournemouth-Milan rappresenta dunque qualcosa di più di una semplice partita della fase campionato di Europa League. Per i rossoneri sarà l’occasione di verificare quanto siano concreti i progressi compiuti nelle ultime settimane, al cospetto di una formazione che, pur attraversando un momento non particolarmente brillante in Premier League, ha finora mostrato il proprio volto migliore in campo internazionale. La squadra di Amorim dovrà dimostrare di aver imparato la lezione impartita dall’Atalanta, evitando quei cali di concentrazione che rischiano di vanificare quanto di buono costruito nell’arco dell’incontro. Serviranno intensità, personalità e soprattutto continuità. Perché il salto di qualità di una squadra non si misura soltanto attraverso il numero delle reti realizzate o delle vittorie conquistate, ma anche nella capacità di gestire le difficoltà e di mantenere il controllo delle partite quando gli avversari provano a cambiare l’inerzia del confronto. Il Bournemouth cercherà di sfruttare il fattore campo e l’entusiasmo derivante dagli ultimi risultati. Il Milan, dal canto suo, dovrà dimostrare di possedere gli strumenti tecnici e caratteriali per affrontare un avversario aggressivo e organizzato. L’esame di inglese è alle porte. E per superarlo non basterà conoscere la lezione. Bisognerà dimostrare di averla imparata.
© RIPRODUZIONE RISERVATA