L'ex difensore rossonero è stato intervistato in esclusiva dalla nostra redazione e ha parlato di vari argomenti: ecco le sue parole
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La nostra redazione ha avuto modo di intervistare Giuseppe Pancaro. L'ex difensore, nativo di Cosenza, ha disputato due stagioni in maglia rossonera (dal 2003 al 2005) totalizzando 56 presenze e 2 reti. In 24 mesi all'ombra del San Siro, inoltre, il classe '71 ha vinto 1 scudetto, 1 Supercoppa Italiana ed 1 Supercoppa Europea. Nel corso dell'intervista rilasciata a Milanistichannel, l'ex difensore ha voluto prima elogiare l'inizio alla Lazio (sua ex squadra) dell'amico e compagno Gennaro Gattuso, per poi passare all'analisi dell'inizio di stagione del Milan. Di seguito le sue parole.
L'intervista esclusiva a Giuseppe Pancaro
Immagino quanto tu sia contento per Rino Gattuso per quello che sta facendo e per quello che sta succedendo alla LazioOvviamente sono contentissimo per Lazio e sono contento anche per Rino. Avevamo avuto modo di sentirci prima che cominciasse questa avventura. Gli ho spiegato quello che gli attendeva e nonostante gli avessi manifestato le difficoltà che avrebbe incontrato a causa della situazione che ultimamente si era creata nella Lazio l'ho visto fin da subito molto motivato e questa sua determinazione è il motivo principale di questo grande inizio di stagione. Un inizio mai fatto nella storia della Lazio, motivo per cui Rino è già nella storia della Lazio. Sta tornando a rendere felici i tifosi biancocelesti e per questo non posso che essere contento per lui.
Per quanto riguarda la sfida tra Milan e Atalanta. Ieri tre gol del Milan, due dell'Atalanta e rimonta sfiorata. L'ultima sfida prima ha visto tre gol dell'Atalanta, due del Milan e rimonta sfiorata da Fullkrug nel finale. Queste sono le coincidenze del calcio. Quello che ti chiedo: Amorim ha trovato la quadra tecnica e mentale?
Il Milan è una buona squadra ma deve ancora trovare la quadra al 100% perché la partita di ieri emblematica. Tu passi da 60 minuti di altissimo livello con tre gol a 30 minuti di panico e questo vuol dire che ancora ci sta da lavorare. La strada è quella giusta ma bisogna ancora lavorare, anche perché l'organico del Milan quest'anno è ottimo. Sono arrivati giocatori forti e, dunque, una volta trovata la sua identità può davvero pensare di fare bene, soprattutto vedendo che ci sono squadre in difficoltà. Squadre che le scorse stagioni lottavano per il primo posto: vedi Napoli, Juventus e Atalanta. L'Inter, nonostante stia mostrando qualche crepa, ha sempre l'organico migliore, poi c'è la Roma che è una certezza con un grande allenatore e poi c'è la Lazio di Gattuso che sta stupendo. Per questo dico che il Milan, se trova la sua identità, può lottare per i posti alti della classifica.
La fase finale con l'Atalanta. C'è stata rilassatezza mentale? O anche situazioni di campo? O entrambe?
Sicuramente entrambe le cose ma io aggiungerei anche un calo fisico. Non voglio colpevolizzare i giocatori subentrati perché è difficile che vadano ad incidere nella dinamica della squadra. E' proprio tutta la squadra che in quel momento ha subìto la pressione dell'Atalanta. Tutte cose risolvibili e la principale è ancora la mancanza al 100% di un'identità forte che ti permette di avere le tue certezze. Questo è mancato ieri. Il Milan si è messo paura, ha perso certezze ed è andata nel panico.
Adrien Rabiot mi sembra il migliore della sua carriera. Meglio dell'anno scorso e degli anni alla Juventus. Proprio per questo deve stare calmo e non rischiare. In passato le sue dichiarazioni sono state dure ma che hanno dimostrato quanto lui ci tenga al Milan. Ci tiene che il Milan faccia bene.
Assolutamente sì. E' un giocatore devastante, nel momento migliore della sua carriera. Lo sta esprimendo tecnicamente e atleticamente anche da un punto di vista di leadership. Facendo quelle dichiarazioni ieri si è assunto una grande responsabilità perché non è mai facile fare dichiarazioni così forti. Ma si vede che ha una leadership riconosciuta da tutta la squadra. Si vede che è un giocatore che vuole vincere e quindi ha usato quelle parole per stimolare il resto della squadra. Penso che ogni giocatore debba pensare a se stesso ma in questo momento si possono accettare le parole di Rabiot per ricreare quella mentalità vincente che il Milan ha avuto in passato.
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