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serie a
Ogni leggenda ha un inizio. Magari ha avuto il vantaggio di portare il cognome del padre sulla spalle, ma quel ragazzo non solo è stato all'altezza di quel cognome. Lo ha elevato a leggenda della storia rossonera. Il 20 gennaio di ben 41 anni fa iniziava la storia tra il Milane un ragazzo di soli 16 anni che avrebbe poi scritto ben 902 pagine di storia: Paolo Maldini.
Il 20 gennaio 1985 va in scena la partita Udinese-Milan, valida per la prima giornata di ritorno. La squadra allenata da Nils Liedholm non sta entusiasmando in quella stagione. Più in lotta per l'Europa per il tricolore. In un freddo pomeriggio di inverno, dopo la grande nevicata che aveva paralizzato l'Italia, il campo dello stadio Friuli si presenta pungente e difficile da giocare.
Dopo 11 minuti i padroni di casa si portano in vantaggio con Selvaggi e sull'1-o per i bianconeri si chiude il primo tempo. Nella ripresa dopo pochi minuti Sergio Battistini si fa male e Liedholm è costretto al cambio. Non essendoci neanche Mauro Tassotti (anche lui KO), lo svedese fa entrare in campo Paolo Maldini, un difensore di 16 anni con la maglia numero 14. Il figlio di Cesare, al suo esordio, è protagonista di una buona partita tanto da contribuire alla rete del definitivo pareggio di Mark Hateley. La partita finisce 1-1.
"Paolo (Maldini, n.d.e) ha un grande avvenire", dirà Liedholm alla fine della partita. Ci aveva visto benissimo. Quella presenza, l'unica in quella stagione, sarà solo la prima di altre 901. L'inizio dell'ascesa di un ragazzo lanciato dal padre che poi nella carriera è riuscito a superarlo in tutto. In 25 anni in maglia rossonera il numero 3 ha riscritto la storia del calcio meneghino portando in bacheca 7 campionati, 5 Supercoppe Italiane, 1 Coppa Italia, 5 Champions League, 5 Supercoppe UEFA, 2 Coppe Intercontinentali e 1 Mondiale per Club.
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