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Como,15 maggio 1988: quando Virdis regalò al Milan l’undicesimo Scudetto
Avete presente quei vecchi registratori col nastro dove bastava premere un tasto per tornare indietro e riavvolgere? Immaginiamo di fare la stessa cosa e di tornare nel 1988. Per la precisione, allo Stadio Sinigaglia, il 15 maggio. Como-Milan, 1-1. Sembra solo un pareggio, ma è uno di quei pareggi che valgono come una vittoria. La stagione 1987/88 è di fatto l'inizio dell'era Berlusconi, la prima con Arrigo Sacchi in panchina, con Gullit e van Basten nel motore dell'attacco. Grazie alla rete di Pietro Paolo Virdis, sarà il primo successo dell’era Sacchi, che avrebbe poi portato a 8 trofei in 4 anni, con anche 2 Coppe dei Campioni.
Lo stadio Sinigaglia rappresenta l'epilogo di una Serie A appesa a un filo rossonero. Il verdetto dipende dal Milan, che arrivava dalla vittoria sul Napoli di Maradona, battuto sia all’andata che al ritorno. Dopo il 4-1 del San Paolo, proprio il 3-2 di San Siro spiana la strada alla squadra. Il popolo milanista è pronto a far festa ma tutto dipende dal risultato di Como, dopo una Coppa UEFA (battuti dall'Espanyol al Via Del Mare) e una Coppa Italia negative (fuori agli ottavi contro l'Ascoli dopo i calci di rigore).
Pronti via e dopo 2’ colpisce Pietro Paolo Virdis: imbeccato da Gullit, vince un doppio rimpallo e dal limite lascia partire un collo esterno destro all'angolino a battere Paradisi. Esplode il Sinigaglia, completamente colorato di tifosi rossoneri. In avvio di ripresa però i lariani rispondono allo svantaggio e recuperano il parziale: Mattei libera Viviani che serve Giunta, preciso nel tap-in in corsa sottoporta. Un piccolo spavento passeggero, che non basta a togliere il successo al Milan. A distanza di nove anni, il Diavolo torna di nuovo Campione d'Italia per l'undicesima volta nella sua storia. Virdis scrive così sul Lago di Como, con un gol dal peso specifico e che rimarrà nella storia del club, una delle pagine più avvincenti nella storia del Milan.
Non ancora sedicenne, il giovane attaccante gioca la sua prima stagione in prima squadra nella Serie D 1973-1974, segnando 11 reti con la maglia della Nuorese. L'anno successivo passa quindi al Cagliari di Gigi Riva, esordendo in Serie A il 6 ottobre 1974 contro il Vicenza. I primi gol nel massimo campionato arrivano invece nella stagione 1975-1976 (ne farà 6 in 23 partite), ma non basteranno ad evitare la retrocessione in B. Rimane in Sardegna anche l'anno dopo, mettendosi in evidenza con 18 gol.
Il 1984 cambia per sempre la sua carriera calcistica. In quell’anno approda in rossonero tra le braccia di Nils Liedholm. Viene generalmente schierato titolare e realizza 8 gol complessivi nelle tre edizioni della Coppa UEFA a cui prenderà parte. Sarà il miglior marcatore del Milan nella competizione per quasi trent'anni (verrà prima eguagliato da André Silva e poi superato da Patrick Cutrone nel 2018). Conquista poi, con 17 reti, il titolo di capocannoniere nella Serie A 1986-1987.
Nella stagione 1988-89, l'ultima a Milano, segna 10 reti. Partecipa anche alla Coppa dei Campioni nella quale segna in tre occasioni, ed è anche in campo nella ripresa della finale di Barcellona, che si conclude con il netto successo sulla Steaua Bucarest per 4-0. A fine campionato, verrà ceduto al Lecce di Carlo Mazzone. Si ritirerà dal calcio nel 1991, dopo due stagioni in Serie A, l'ultima delle quali vedrà lo vedrà retrocedere con il club pugliese.
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