Si tratta ancora, fra Club calcistici e Comune, su bonifiche e costi del verde, prosegue la telenovela sul nuovo San Siro
Il presidente Scaroni e il nuovo stadio: "Tra 49% e 51% c'è una bella differenza..."
Il presidente del Milan Paolo Scaroni è arrivato in Comune ieri intorno alle 16.10 e ne è uscito circa due ore e mezza non a caso parlando ancora di "lavori in corso, work in progress", aggiungendo però "io sono sempre ottimista". Hanno lasciato l'incontro prima, intorno alle 18, il sindaco Sala e a ruota dirigenti di Oaktree, la società proprietaria dell'Inter, Catherine Ralph e Alejandro Cano.
La riunione è proseguita oltre
Per definire nel dettaglio gli altri aspetti legali e tecnici, tra il direttore generale del Comune Christian Malangone, gli advisor del Milan Giuseppe Bonomi e Nicholas Gancikoff.
Bocche quasi cucite
Si è discusso soprattutto del prezzo di vendita. Da una parte c'è la stima fissata dall'Agenzia delle Entrate (197 milioni), si è aggiunta la "perizia bis" affidata a Politecnico e Bocconi che però non si discosterebbe molto. Ma al tavolo si tratta sulla complessità dei costi, le bonifiche che dovrebbero essere tutto sommato contenute (e potrebbe farsene carico interamente o quasi il Comune), la parziale demolizione del Meazza su cui il sindaco ha già chiarito che non metterà un euro.E ci sono le modifiche al progetto, che hanno un peso economico, su tutte l'aumento del verde "vero", calpestabile. Il clima dell'incontro, secondo quanto trapela dai club, è stato "molto positivo e collaborativo" e luglio sarà un mese di lavoro intenso. Il 31 luglio viene vissuta da Milan e Inter come una scadenza "di tipo politico" fissata da Sala, nessun dramma se si dovesse sforare un po' il termine per raggiungere nel modo migliore quello che è l'obiettivo comune.
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