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"A seguito dell'appello urgente presentato dai nostri legali il 16 ottobre, il Consiglio di Stato ha fissato per il 4 maggio 2027 l'udienza sulle delibere che hanno portato alla vendita dello stadio. Una decisione importante che ci permette di continuare a far valere le nostre ragioni sul diritto alla salute, sul rispetto della legge Stadi e sulla vivibilità di San Siro". Lo comunica Enrico Fedrighini, consigliere comunale del Gruppo Misto, insieme all'Associazione Gruppo Verde San Siro da sempre a favore del mantenimento del Meazza e proponente di uno dei ricorsi contro la vendita delle aree a Inter e Milan.

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San Siro, l'amaro in bocca dei ricorsi

"Buona notizia", dal suo punto di vista e delle associazioni di cittadini (il Comitato Coordinamento San Siro, le Generazioni Future Milano-Movimento per i beni comuni, il Comitato Sì Meazza e Rete dei comitati) per cui la partita con in gioco San Siro non è ancora finita, anche se il match disputato al Tar si è concluso per loro con una Caporetto: quattro ricorsi inammissibili e uno (quello dello stesso consigliere) respinto nel merito, all'inizio di ottobre. Ora i supplementari al Consiglio di Stato.
"La posta in gioco è altissima - continua Fedrighini - e mollare adesso sarebbe un errore enorme! In gioco ci sono il futuro di molti quartieri della zona ovest di Milano, che piomberebbero anche loro nel caos 365 giorni all'anno, e la salute di tutti, soprattutto di fronte ai rischi legati all'amianto e alle polveri killer senza confini generate dalle demolizioni, temi sempre più al centro dell'attenzione nell'ambito della procedura di Vas (Valutazione ambientale strategica) che va bloccata affinché venga presentato un progetto complessivo (non diviso in stralci) comprendente anche la fondamentale Vis, Valutazione di impatto sanitario. Andiamo avanti!". La sconfitta al Tar per i ricorsi dei comitati è stata di metodo: il collegio ha accolto l'eccezione di inammissibilità sollevata dai legali di Palazzo Marino e dei club ora proprietari dello stadio e non ha analizzato le questioni di merito, legate soprattutto alla correttezza dell'iter amministrativo seguito dal Comune, alla compatibilità della legge Stadi con la Costituzione e l'ordinamento europeo e al vincolo sul secondo anello del Meazza. Punti che rappresentano i cavalli di battaglia dei ricorrenti.

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