Mario Calabresi vuole i milanesi della zona allo stadio, non solo i ricchi e i turisti stranieri a vedere Milan e Inter...
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L'intervento di Mario Calabresi
"Abbiamo tutti negli occhi il progetto del nuovo stadio, si discute della sua bellezza e del suo nome, ma a me preoccupa di più che cosa succederà nei prossimi anni, e come verranno utilizzate le risorse. In questo lungo percorso che abbiamo davanti, il primo diritto è quello dei cittadini e degli abitanti del quartiere ad avere garanzie sull'aria che respireranno. Li aspettano quasi quattro anni di costruzione del nuovo stadio e poi, dopo gli Europei del 2032, la demolizione del vecchio e l'edificazione di tutta la nuova area con alberghi, uffici e negozi. Dobbiamo vigilare e chiedere il massimo sforzo e il ricorso a ogni nuova tecnologia disponibile per salvaguardare vivibilità e aspetti sanitari. Non si può pensare che il quartiere San Siro paghi il prezzo di anni e anni di lavori, di macerie e di cemento senza averne dei benefici".
Mario Calabresi e il calcio per pochi...
"Abbiamo bisogno di un grande piano che sia opera del Comune, che deve investirci i soldi della vendita, ma anche delle squadre, che andranno sfidate a fare di più. Non possiamo immaginare che il nuovo San Siro sia vissuto come qualcosa di estraneo e ancora più lontano dalla vita di chi ci abita. Il modo in cui è stato pensato e poi presentato ci parla purtroppo di un modello troppo esclusivo, un'iniziativa per pochi che non è stata accompagnata da un racconto che potesse coinvolgere la città e chiarire ogni dubbio. Infine, sappiamo che ogni volta che sorge un nuovo stadio, i prezzi dei biglietti vanno alle stelle. Non possiamo immaginare che questo sia uno spazio per i turisti del calcio, quelli che arrivano da fuori e vengono a vedere una partita a Milano".© RIPRODUZIONE RISERVATA