L'ex dirigente rossonero ha analizzato la difficile situazione del club meneghino in un'intervista rilasciata durante il Festival della Serie A. Con più di qualche frecciatina
Ariedo Braida fra ricordi e rimpianti: "Quando andammo da lui..."
Venerdì si è svolto a Parma il sorteggio del calendario della Serie A 2026-27. All'evento hanno preso parte diversi giocatori, bandiere e dirigenti che, tra un discorso e l'altro, non hanno potuto fare a meno di analizzare il momento molto complicato che sta vivendo il calcio italiano. Tra i tanti partecipanti c'era anche una vecchia conoscenza del Milan, Ariedo Braida, ex ds del club rossonero e attuale vice-presidente del Ravenna, che ha approfittato di un'intervista per commentare il momento negativo del club meneghino non tralasciando più di qualche critica.
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Milan, Braida durissimo: "Vedere questo Milan mi viene da piangere. Ibra, serve più umiltà. Maldini è storia. Leao, la qualità non basta"
Ariedo Braida senza troppi peli sulla lingua. Durante il Festival della Serie A, tenutasi a Parma venerdì, l'ex direttore sportivo del Milan ha rilasciato alcune dichiarazioni in merito alla nuova annata disastrosa dei rossoneri puntando il dito verso più di qualche "responsabile". L'attuale vice-presidente del Ravenna ha fatto grande fatica a realizzare quello che sta passando il club meneghino e le sue parole non lasciano interpretazioni: "Sono innamorato del Milan, ce l'ho nel cuore. Adesso mi viene quasi da piangere a vederlo in questa situazione - esordisce Braida - Diciamoci la verità: c'è una crisi d'identità, bisogna ricostruire una storia; è un passaggio importante, perché senza storia non c'è futuro".Caricamento post Instagram...
Ed è proprio qui che l'ex direttore sportivo dei meneghini ha iniziato a puntare il dito contro i singoli: "Leao è un giocatore con delle qualità importantissime, però è chiaro ed evidente che se non le trasmette in campo le rende vane - continua Braida - Ibra? Come calciatore non si discute, chapeau. Però anche lui deve avere l'umiltà di imparare". Solo uno si salva: "I Maldini hanno scritto la storia del Milan, prima il papà e poi Paolo hanno vinto tutte le Champions League di questo club. E io credo che non si possa non ripartire dalla storia.
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