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Fonte AC Milan Official App -
La cosa che ha colpito dopo tanti anni dall'addio al Milan, e dopo qualche anno senza sue apparizioni pubbliche, è che sia stato raggiunto proprio dai tifosi rossoneri nel giorno del compleanno. E dall'incontro sono spuntate le foto del Trap di nuovo sui social, un figlio della storia e della tradizione sui media di nuova generazione. Altro elemento forte è il ritorno alle origini del Giuann.
Con il passare degli anni, è un luogo comune forse ma è anche abbastanza vero, si riavvolge il nastro, non è che si torna ragazzini ma ci si ritrova a riscoprire emozioni, semplicità e un diverso approccio al tempo. E nonostante i 13 anni sulla panchina della Juventus e i 5 su quella dell'Inter, il richiamo del cuore per il Trap al tirar delle somme è quello e solo quello, il rossonero, il Milan.
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Vent'anni di Milan, i vent'anni che sono stati il motore della sua carriera e della sua vita. Rossonero dal 1956 al 1976 Giovanni Trapattoni. Rossonero anche nella stagione 1971-72 in cui ha giocato per il Varese, dove era andato in fondo perchè glielo aveva chiesto come favore Nereo Rocco a Milanello: "Se vai a Varese un anno, ci danno Riccardo Sogliano". E nell'estate '72 tornò subito da allenatore delle giovanili. In missione per il Milan anche lontano dal Milan. Nei primi anni '90, dopo un Milan-Juve scontro scudetto, fischiato da allenatore bianconero a San Siro, il Trap si sfogò: "Mi fischiano, ma se sapessero tutto quello che ho dato per la maglia rossonera...". E nel 2002, in ritiro a Milanello con la Nazionale prima dei Mondiali: "Il Milan e il paron Rocco sempre nelle mie preghiere, perchè senza di loro...". Sempre uno di noi, Trap.
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