Franco Baresi sulla torcia olimpica e sulle sue condizioni di salute: "È stato pazzesco, mi tremavano le gambe e forse anche la mano. Lo stadio di San Siro è stato la mia casa per vent’anni, e a casa ci sentiamo tutti al sicuro, stiamo tutti meglio. Mi ha emozionato entrare nello stadio, portare il fuoco lì dentro, proprio io. La torcia, cioè i valori immortali dello sport: la pace, il rispetto delle regole e dell’avversario, l’amore, la correttezza".
LE PAROLE DEL CAPITANO
Franco Baresi, è stato un onore: “San Siro, che emozione”

Franco Baresi, il peggio è passato
—Ancora Baresi a Repubblica: "Come sto? Il peggio è passato, anche se è stata dura. Essere un atleta mi ha aiutato a lottare, e il mio corpo mi ha permesso di resistere. L’ho fatto, in fondo, per tutta la vita: io ho sempre lottato, in campo e fuori. Nessuno mi ha mai regalato niente".
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"La cerimonia di apertura? Me lo dissero un mese e mezzo fa, più o meno: mi ha telefonato il presidente del Coni. Io ho risposto: ‘Siete sicuri?, guardate che non sono tanto in forma'. ‘Tranquillo', mi ha detto il presidente, ‘non dovrai fare troppa strada'. E così è stato. Un grande onore, del tutto inatteso".
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