Arrigo Sacchi compie 80 anni domani, e siccome è un sacco di tempo che va a letto presto, c'è un velo di tenerezza in chi come noi approfitta dell'occasione tonda per ricordare i suoi grandi giorni, e il calcio di allora. Certe parole nemmeno esistevano. La ripartenza per esempio. Oppure l'intensità, pietra filosofale che andava oltre.
LE 80 CANDELINE DEL 1' APRILE 2026
L’inizio complicato e poi la squadra più forte di sempre: gli 80 anni di Arrigo Sacchi

Arrigo Sacchi domani compie 80 anni
—Stasera, davanti alla tv, appena Arrigo Sacchi sentirà parlare di Bosnia e descrivere lo stadio di Zenica, i ricordi che sono diventati la sua autentica ricchezza, lo soccorreranno. E lo riporteranno indietro di 30 anni giusti per ripercorrere l ' ultima tappa della sua carriera di ct della Nazionale.
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L'inizio fu complicato: quella strana gabbia, la videocassetta di Signorini, l'ossessione per gli schemi, la zona e il 4-4-2, i risultati che non arrivavano. Sembrava in bilico Arrigo, anche negli spogliatoi. Ma Berlusconi un giorno convocò i giocatori e il mister e disse alla squadra riunita: «L'allenatore resta, voi non lo so». Partì da lì la favola Milan. Il primo campionato vinto in rimonta e poi le straordinarie imprese europee, a partire dalla Coppa dei Campioni. Il 5-0 al Real Madrid e il 4-0 allo Steaua Bucarest nella finale restano fra le pagine più belle della storia del calcio italiano. Il pallone che diventa poesia, una grande bellezza.
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