Durante l'evento Festival dello Sport, l'ex centrocampista ha rilasciato alcune dichiarazioni sul nuovo corso con il tecnico portoghese
Demetrio Albertini si confessa: tra le "liti" anche quella con Zaccheroni per Redondo
Dopo le prime cinque giornate della stagione è ancora presto per fare giudizi sul nuovo Milan di Ruben Amorim. La sessione estiva di calciomercato, tra squadra e dirigenza, ha regalato una vera e propria rivoluzione in casa rossonera. Come era stato dichiarato il giorno dopo il KO contro il Cagliari che ha escluso i meneghini dalla Champions League. Una squadra completamente nuova che deve ancora trovare la sua identità. Identità sulla quale Amorim sta lavorando duramente anche perché non c'è molto tempo dati i tanti impegni stagionali che attende la squadra del tecnico portoghese.
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Su questo nuovo corso si è espresso nelle ultime ore Demetrio Albertini. Durante l'evento Festival dello Sport, l'ex centrocampista ha detto la sua in merito alla squadra di Amorim sottolineando che c'è ancora lavoro da fare ma che nonostante tutto vede la situazione con grande ottimismo: "È un cantiere aperto. Sono stati cambiati tanti giocatori, oltre che il gruppo societario e l'allenatore stesso. Serve tempo per costruire un DNA che non nasce da una banale somma degli effettivi".
Un Milan che quest'anno avrà a disposizione diversi giovani pronti a fare il salto di qualità, primo tra tutti Alphadjo Cissè, il cui inizio è stato davvero promettente: "Cisse mi è piaciuto molto e spero che anche Camarda possa trovare spazio. Perché sarebbe un errore farlo invecchiare in panchina o in giro per il mondo. Serve coraggio. Credo che Amorim abbia lo spirito giusto per valorizzare i talenti che ha. Mi aspetto che Camarda sappia imporsi".
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