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Nelle ultime ore è arrivata l’ufficialità: non ci sarà alcuno stage di preparazione in vista degli spareggi per la qualificazione ai Mondiali. L'Italia non può permettersi di mancare la terza edizione consecutiva della Coppa del Mondo, ma il calendario estremamente fitto non lascia spazio a soluzioni alternative. Il commissario tecnico Gennaro Gattuso sarà quindi costretto a lavorare “a distanza”, coordinandosi con club e giocatori in vista della prima, decisiva sfida contro l’Irlanda del Nord.
La storia è piuttosto semplice. L’idea iniziale della FIGC era quella di venire incontro alle esigenze della Nazionale liberando due giorni all’inizio di febbraio, ipoteticamente il 2 e 3 oppure, più probabilmente, il 9 e 10 febbraio. Per farlo si stava pensando a una riorganizzazione del calendario: un solo quarto di finale di Coppa Italia in una settimana e tre nell’altra, così da creare una finestra utile per il raduno azzurro.
Tuttavia, anche in questo scenario, Gattuso avrebbe potuto contare solo su una parte del gruppo. Il ct avrebbe dovuto rinunciare ai giocatori impegnati nel quarto di Coppa Italia previsto in coincidenza con lo stage e, soprattutto, a quelli che militano all’estero. I club stranieri, infatti, non hanno mai concesso il via libera per la convocazione anticipata dei propri tesserati.
Il colpo definitivo al progetto è arrivato quando Gattuso ha appreso che la Lega Serie A non avrebbe rinunciato al posticipo del lunedì sera di campionato. A quel punto, il raduno si sarebbe trasformato in uno stage ridotto all’osso, con pochissimi giocatori a disposizione. Una soluzione poco utile e quasi simbolica.
Il ct ha quindi deciso di lasciar perdere definitivamente: meglio nessun raduno che uno “per pochi intimi”, che rischiava di essere una beffa. Ora tutta la preparazione passerà dal lavoro individuale con i club e dal monitoraggio a distanza. La speranza è di arrivare agli spareggi con la miglior condizione possibile.
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