Fabio Capello torna a parlare di Milan e lo fa con la lucidità di chi conosce bene l’ambiente rossonero e le dinamiche dell’alta classifica. L’ex allenatore, quattro volte campione d’Italia con il Diavolo, ha analizzato il momento della squadra di Massimiliano Allegri, soffermandosi su obiettivi, singoli e scelte tattiche. Le sue parole rilasciate alla Gazzetta Dello Sport sono sicuramente un'analisi competente dell'attuale momento del Milan.
L'intervista
Fabio Capello: “Anche il Milan può lottare per lo scudetto se supera Roma e Bologna”
Scudetto e prudenza: il “nascondino” di Allegri
—Secondo Capello è naturale che Allegri eviti di parlare apertamente di scudetto. “Max è troppo esperto”, spiega, e conosce bene i rischi che comporta esporsi quando la classifica si fa corta. Restare coperti, parlare di calcoli e tabelle, è un modo per proteggere il gruppo. Volare troppo in alto, avverte Capello, può essere pericoloso se poi si cade.

Capello spiega la forza mentale dietro la striscia di risultati
—Il rendimento del Milan non è casuale. Capello sottolinea come dietro l’attuale striscia positiva ci sia soprattutto un grande lavoro psicologico dell’allenatore. I rossoneri hanno sviluppato uno spirito che consente loro di restare in partita anche quando il gioco non è brillante o quando vanno sotto nel punteggio. Una sola sconfitta in ventuno giornate è un segnale evidente di questa crescita.
Le critiche al gioco e i margini di miglioramento
—Capello non ignora i limiti mostrati dalla squadra. Nel primo tempo di alcune partite, il Milan ha faticato: circolazione lenta, centrocampo poco accompagnante e pochi uomini in area. Tuttavia, l’ex tecnico è chiaro: Allegri non si lascia condizionare dalle critiche esterne, sa bene dove intervenire e che il gioco può migliorare senza perdere equilibrio.

Pulisic, Leao e Jashari: il punto su centrocampo e attacco
—Un passaggio importante riguarda gli esterni offensivi. "Pulisic e Leao non sono punte pure, sottolinea Capello. Amano muoversi, allargarsi e abbassarsi per creare gioco. Pulisic si muove meglio in area, Leao sta imparando ora, ma nessuno dei due ha le caratteristiche di un finalizzatore come Lautaro". Questo spiega alcune difficoltà sotto porta.
Capello ha notato come Leao non fosse al meglio fisicamente: "mancava il cambio di passo, fondamentale nel suo gioco. In questo contesto, l’arrivo di Füllkrug è stato determinante. Un “nove vero”, capace di sfruttare ogni minima disattenzione difensiva. La vera scossa, però, è arrivata anche da Rabiot, salito di livello nella ripresa.
Segnali positivi arrivano anche da Jashari, apparso in crescita. Tuttavia, l’ingresso di Modric ha mostrato tutta la differenza di classe ed esperienza. Il lancio che manda in porta Nkunku è, per Capello, “roba da fenomeni”, un gesto che cambia le partite.
Scelte tattiche e difesa a tre: una svolta necessaria
—La difesa a tre vista contro il Lecce convince Capello. "I due braccetti servivano ad Allegri per marcature preventive e pressione più alta, evitando che il Milan si schiacci troppo. Difendere in avanti, e non rinculare, è un passaggio fondamentale soprattutto contro squadre di livello inferiore."
Capello: Roma e Bologna il vero banco di prova
—Le trasferte contro Roma e Bologna saranno decisive per capire dove può arrivare il Milan. Partite difficili, mentre l’Inter avrà impegni più abbordabili. Restare a distanza di una partita dai nerazzurri è fondamentale. Una vittoria all’Olimpico, avverte Capello, renderebbe impossibile continuare a nascondersi.

Il vantaggio di pensare solo al campionato
—Infine, il tema delle coppe. Potersi concentrare esclusivamente sulla Serie A è un vantaggio concreto per Allegri. L’Inter dovrà inevitabilmente lasciare qualche punto per strada. Se questo accadrà, il Milan dovrà essere pronto ad approfittarne. Per Capello, la corsa è ancora aperta.
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