milanistichannel calciomercato milan scenari milan Milan, il 4-3-3 è la svolta? L’idea intriga i tifosi ma Allegri resta dubbioso
Serie A

Milan, il 4-3-3 è la svolta? L’idea intriga i tifosi ma Allegri resta dubbioso

Giorgio Abbratozzato
Giorgio Abbratozzato
I rossoneri hanno costruito le loro fortune in Serie A grazie al 352, un modulo solido che concede poco agli avversari, offensivamente la situazione non è così rosea, ecco delle alternative valide
00:28 min

La vittoria contro la Cremonese ha riacceso un dibattito che accompagna il Milan da diverse settimane: il possibile passaggio al 4-3-3. Quando Allegri ha cambiato sistema a gara in corso, la squadra è sembrata più verticale e pericolosa negli ultimi metri, trovando due gol in pochi minuti. Una coincidenza che non è passata inosservata tra tifosi e analisti. Ma il 4-3-3 può davvero diventare il nuovo assetto stabile del Milan? Oppure resterà solo una soluzione da utilizzare in momenti specifici della partita?

Milan ecco i punti di forza del 4-3-3

—  

Il primo grande vantaggio del 4-3-3 riguarda il potenziale offensivo. Con questo sistema il Milan riuscirebbe a mettere contemporaneamente nelle condizioni migliori alcuni dei suoi giocatori più decisivi.

Rafael Leao e Christian Pulisic potrebbero partire larghi, attaccando l’uno contro uno e ricevendo palla con più spazio per puntare il difensore. In mezzo, una punta di riferimento come Niclas Fullkrug offrirebbe presenza fisica in area, dando alla squadra un bersaglio costante sui cross e nei palloni sporchi. Abbiamo già visto come la presenza di un attaccante con il fisico "alla Giroud" possa fare la differenza in Serie A.

Anche il centrocampo trarrebbe vantaggio da questa struttura. Con tre uomini in linea si creerebbero più linee di passaggio interne e una migliore gestione del possesso nella metà campo avversaria. In questo modo il Milan potrebbe attaccare con più ritmo contro le difese basse, uno dei problemi più evidenti nelle partite bloccate.

[an error occurred while processing this directive]

Milan, il 3-5-2 non significa gioco lento: la questione pressing

—  

Spesso il 3-5-2 viene associato a una costruzione lenta e ragionata, ma in realtà non è necessariamente così. Il ritmo della manovra dipende molto anche dall’atteggiamento senza palla. Un modo per rendere il sistema più dinamico sarebbe alzare il pressing, cercando di recuperare il pallone in zone più avanzate del campo.

Oggi il Milan è una delle squadre che pressa meno tra i principali campionati europei, preferendo un blocco più compatto e attendista. Questa scelta garantisce controllo e stabilità, ma costringe spesso la squadra ad attaccare contro difese già schierate, con tutti gli avversari dietro la linea del pallone. In queste condizioni diventa inevitabilmente più difficile trovare spazi e creare occasioni pulite.

Contro l’Inter, ad esempio, è difficile immaginare un aumento significativo del pressing alto: storicamente il Milan di Allegri non utilizza questo tipo di pressione costante. Eppure recuperare palla più avanti permetterebbe alla squadra di avere transizioni offensive più rapide, aumentando il dinamismo immediatamente dopo la riconquista. In una partita come questa, alternare fasi di pressione più intensa potrebbero cambiare il flow del match.

Luka Modric dell’AC Milan e Nico Paz del Como 1907 si contendono il pallone durante la partita di Serie A tra AC Milan e Como 1907 allo Stadio Giuseppe Meazza (San Siro) il 18 febbraio 2026 a Milano, Italia. (Foto di sportinfoto/DeFodi Images/DeFodi via Getty Images)

L’idea alternativa: un 3-4-3 più dinamico

—  

Un aumento del pressing potrebbe aprire anche a un’altra soluzione tattica: il 3-4-3, sistema utilizzato spesso anche dall’Atalanta negli ultimi anni, persino in Champions League, con risultati molto efficaci. In questo caso il Milan toglierebbe un centrocampista, lasciando Modric e Rabiot come coppia centrale: due interpreti perfetti per giocare anche in un centrocampo a due grazie alla loro qualità e alla loro intelligenza tattica.

Sugli esterni, giocatori come Bartesaghi e Saelemaekers garantirebbero corsa, fisicità e resistenza per coprire tutta la fascia. In fase difensiva il sistema potrebbe comunque trasformarsi in un 5-3-2, mantenendo quindi le stesse garanzie di copertura del 3-5-2 attuale.

Davanti, invece, il Milan avrebbe più dinamismo: Leao a sinistra, Pulisic a destra e Fullkrug punta centrale nel pressing alto. Pulisic sarebbe pronto ad abbassarsi sulla linea dei centrocampisti quando la squadra difende. Sarebbe una struttura più elettrica nella riconquista del pallone, soprattutto se accompagnata da preventive difensive organizzate.

Il vantaggio rispetto al 4-3-3 è anche strutturale: il Milan non perderebbe l’equilibrio garantito dagli esterni. Saelemaekers e Bartesaghi resterebbero elementi fondamentali sia nella fase di copertura sia negli inserimenti offensivi, sfruttando gli spazi creati dagli attaccanti che portano via i terzini avversari. Inoltre la presenza di tre centrali Gabbia/De Winter Pavlovic e Tomori continuerebbe a dare solidità alla linea difensiva.

In questo senso il 3-4-3 rappresenterebbe un compromesso perfetto: più dinamismo e pressione offensiva senza perdere la struttura difensiva che Allegri ha costruito in questa stagione. Un’evoluzione del sistema attuale più che una rivoluzione.

Perché Allegri difficilmente cambierà base tattica

—  

In questo contesto è difficile immaginare un cambio strutturale del sistema di base. Allegri ha costruito il Milan attuale partendo dagli equilibri garantiti dal 3-5-2: una struttura solida che protegge bene gli esterni e permette ai tre centrali difensivi di gestire con maggiore sicurezza le transizioni avversarie.

Per questo motivo il 4-3-3 potrebbe restare soprattutto una soluzione da utilizzare a gara in corso, quando serve aumentare il peso offensivo o cambiare ritmo alla partita. Il 3-4-3 rappresenta invece più un’ipotesi teorica che una reale alternativa: una soluzione interessante dal punto di vista tattico, ma che difficilmente verrà presa in considerazione come assetto stabile nel corso della stagione.