Nei 5 anni con la maglia rossonera, l'ex calciatore ha condiviso tre stagioni a Milano con l'attaccante svedese la cui condotta era poco esemplare

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Maurizio Lupi e il grande regalo di Berlusconi: "In spogliatoio dopo la partita perfetta"

Andrea Conti ha dovuto lasciare il calcio a soli 30 anni: un’operazione al crociato sbagliata, un secondo infortunio al ginocchio e, infine, il ritiro. Una carriera molto sfortunata per il classe '94 che, tuttavia, ha saputo regalargli anche grandi soddisfazioni, come i grandi numeri registrati con la maglia dell'Atalanta grazie ai quali, nel 2017, hanno spinto il Milan a portarlo all'ombra del San Siro. Con i rossoneri, il nativo di Lecco ha giocato 5 stagioni, tre delle quali condivise con Zlatan Ibrahimovic. Proprio sull'attaccante svedese, il 32 enne ha raccontato al Corriere della Sera un curioso retroscena.

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Milan, Conti e la stagione al fianco di Ibrahimovic: il curioso retroscena

Solo 52 presenze in 5 anni con la maglia del Milan. L'esperienza in rossonero per Andrea Conti, almeno statisticamente parlando, non è stata molto memorabile, complice anche i numerosi infortuni che lo hanno costretto a saltare un grande numero di partite e motivo per cui, dopo le due ultime stagioni con la Sampdoria (appena 2 presenze), ha deciso di appendere gli scarpini al chiodo. In un'intervista rilasciata a Corriere della Sera, il nativo di Lecco ha parlato della sua tappa a Milano dove ha avuto occasione di giocare con uno dei giocatori più forti del panorama calcistico, Zlatan Ibrahimovic.

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L'attaccante svedese è noto a tutti non solo per i grandi traguardi raggiunti durante la carriera ma anche per il suo carattere altezzoso che non ha mai nascosto a nessuno. Al contrario. Un esempio, dei tanti, si è verificato anche durante gli allenamenti a Milanello del quale lo stesso Conti è stato testimone oculare. Come infatti ha raccontato al quotidiano milanese: "Il suo arrivo a Milano è stato decisivo - ha dichiarato - Con lui eri costretto ad alzare il livello. Mi è capitato di vedere ragazzi della Primavera piangere quando erano aggregati con la prima squadra per certi suoi comportamenti. Fuori dal campo, invece, cambiava: scherzoso e simpatico".

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