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ROME, ITALY - JANUARY 10: Cesc Fabregas, Head Coach of Como, looks on prior to kick-off ahead of the Serie A match between SS Lazio and Como at Stadio Olimpico on January 10, 2025 in Rome, Italy. (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)
Siamo all'inizio del girone di ritorno e il Milan sta trovando la sua identità di gioco con Allegri, anche se rimane aperta la possibilità di un cambio modulo. Un domanda che ci si può porre in vista della partita di recupero di domani col Como, è: Come sarebbe cambiato il Milan se sulla panchina fosse arrivato Cesc Fàbregas, dopo l’esperienza maturati con i lariani? È una domanda che apre scenari affascinanti, soprattutto alla luce di quanto lo spagnolo ha mostrato in Itali in quest'anno e mezzo.
Tre vittorie di fila, seconda miglior difesa del campionato, quarto posto a un passo. Il Como 2025/2026 è probabilmente il miglior Como di sempre: la squadra di Fabregas ha raggiunto il record di punti dopo 18 giornate ed è a tutti gli effetti una contender per il quarto posto, il che significherebbe Champions League. Se la passata stagione è stata di assestamento e ha portato ad una comoda salvezza, questa invece, nei programmi del club, doveva portare a un passo avanti. I lariani sono sesti, con una gara in meno, a portata di Juve e Roma. Insomma, l’obiettivo Champions si sta facendo sempre più concreto, merito di una rosa di grande livello, lunga e piena di giocatori di qualità, così come di un lavoro straordinario del tecnico catalano.
Fàbregas ha saputo imporsi con idee chiare, una forte identità di gioco e risultati (34 punti in 19 giornate, a -5 dalla zona Champions) che hanno attirato l’attenzione di tutto il calcio italiano. Il suo Como si è distinto per uno stile di gioco moderno e coraggioso. La squadra ha cercato costantemente il controllo del pallone, costruendo dal basso con ordine e mantenendo spesso percentuali di possesso elevate (alla Tiki Taka del Barcellona) anche contro avversari più attrezzati e con più esperienza in Serie A.
A livello tattico, Fàbregas ha alternato moduli flessibili. Ha privilegiato centrocampisti tecnici come Nico Paz e giocatori capaci di interpretare più ruoli come Jesus Rordiguez. I risultati, soprattutto considerando il livello della rosa, sono stati più che positivi: il Como ha mostrato solidità, continuità e la capacità di mettere in difficoltà squadre di vertice (vedi le vittorie con Juve, e Lazio), guadagnandosi una reputazione di squadra organizzata e scomoda da affrontare. Il Milan non dovrà assolutamente sottovalutare l'avversario di domani al Sinigaglia. Molto dipenderà anche da come arrivano le due squadre.
Trasportare questo modello a Milanello avrebbe significato un cambiamento profondo. Fàbregas avrebbe potuto portare una mentalità europea, figlia delle esperienze con allenatori come Guardiola, Wenger e Mourinho. Un calcio basato su possesso intelligente, ritmo e letture tattiche raffinate. Con il suo arrivo sulla panchina del Milan, avremmo potuto vedere alcuni dei punti di riferimento del Como in maglia rossonera. Pensiamo a Jacobo Ramon, Perrone, Alex Valle, Baturina o Jesus Rodriguez. Avere Fàbregas come allenatore avrebbe voluto dire giocare probabilmente con un 4-2-3-1. Il suo Milan avrebbe cercato di adottare molto probabilmente una difesa a 4 (anche se rimane il problema del terzino destro), in regia Modric e Fofana e non è detto che Leao sarebbe stato impiegato come punta centrale.
Naturalmente, una scelta del genere avrebbe comportato anche dei rischi. Allenare il Milan significa convivere con pressioni enormi e aspettative immediate verso la società e i tifosi, ben diverse dal contesto più protetto di Como. Puntare su Fàbregas avrebbe rappresentato una scommessa di visione: non solo risultati a breve termine, ma la costruzione di un’identità chiara e moderna nel tempo. L'allenatore catalano al Milan avrebbe potuto segnare l’inizio di un nuovo corso, fondato su idee, coraggio e prospettiva. Ora però un sano realismo ci chiede di guardare avanti e di vedere come continuerà il Milan alla guida di Massimiliano Allegri.
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