Il Milan sembra defilato nella corsa a Iraola. Tanti nomi: qualcuno convincente, altri molto meno. Il nodo panchina resta un rebus

Sfumata la pista principale, la dirigenza rossonera valuta una rosa ristretta di nomi per guidare il nuovo ciclo. Da suggestioni internazionali a profili che conoscono bene il nostro campionato, ecco chi sono i candidati per la panchina.

Thiago Motta non ha mai perso a San Siro da allenatore contro il Milan...

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Glasner, cambio di filosofia

L’ormai ex tecnico del Crystal Palace, che ha da poco concluso il suo percorso alla guida delle Eagles coronandolo con il trionfo in Conference League, rappresenta un'opzione decisamente alternativa rispetto alle classiche figure accostate alla panchina del Milan. Si tratta di una suggestione che affascina e divide l'ambiente, ma che evidenzia il desiderio del club di inaugurare un inedito corso tecnico, imperniato su una rigorosa organizzazione tattica, grande intensità e calcio verticale. Un ulteriore elemento a suo favore è la pregressa esperienza con i metodi di lavoro di Ralf Rangnick, nome tornato prepotentemente in auge in via Aldo Rossi per una possibile carica dirigenziale.

Thiago Motta, un ritorno di fiamma

Durante la finestra di calciomercato dell'estate 2024, la società si era trovata di fronte a un bivio fondamentale: affidare la rinascita a Thiago Motta o esplorare percorsi differenti. La scelta finale ricadde su Paulo Fonseca, lasciando campo libero all'ex allenatore del Bologna per approdare alla Juventus. Una mossa che ha generato destini opposti: malgrado il clamoroso flop dell'esperienza in bianconero, l'italo-brasiliano rimane un profilo molto stimato a Milano. È un giovane allenatore forte di una consolidata esperienza in Serie A e dotato di una comprovata abilità nel valorizzare i talenti, un aspetto cruciale per le strategie della proprietà RedBird. La sua profonda conoscenza del campionato italiano, vissuto anche da ex centrocampista di Genoa e Inter, unita alla capacità di plasmarsi su progetti tecnici e budget variabili, lo rende una figura ideale per una fase di ricostruzione.

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Xavi, un alternativa apprezzata

Le relazioni tra l'ex fuoriclasse spagnolo e Zlatan Ibrahimovic si mantengono su ottimi livelli, superando le vecchie incomprensioni di spogliatoio risalenti al complicato periodo vissuto dallo svedese al Barcellona. L'ipotesi di un ricongiungimento sotto l'ombra della Madonnina è reale, supportata dal fatto che lo stesso dirigente si sta muovendo in prima persona per sondare l'apertura di Xavi verso la panchina del Milan. Lo spagnolo riscuote consensi per la sua filosofia di gioco offensivo e, soprattutto, per il formidabile impatto a livello di appeal internazionale che il suo ingaggio garantirebbe al club.

Rangnick, più direttore che allenatore

Sebbene le voci attuali lo collochino unicamente in veste di dirigente, non è da escludere a priori che il maestro del gegenpressing possa alla fine accomodarsi direttamente sulla panchina. Il Milan lo aveva già corteggiato intensamente nel 2020, durante le battute iniziali dell'era targata Stefano Pioli: all'epoca fu l'ex CEO Ivan Gazidis a premere sull'acceleratore per ingaggiare il tecnico tedesco, affascinato dalla straordinaria capacità di programmazione e dai successi ottenuti alla guida del Lipsia grazie ai fondi del gruppo Red Bull. Attualmente, l'intento di Zlatan Ibrahimovic sarebbe quello di assegnargli il ruolo di direttore tecnico, affidandogli la completa gestione delle strategie sportive della società.

Emery, il sogno inarrivabile

Reduce dal fresco trionfo in Europa League e dalla qualificazione in Champions, lo spagnolo appare come un traguardo quasi inarrivabile. L'eccellente lavoro svolto alla guida dell'Aston Villa ha spinto il club inglese a blindarlo fortemente, garantendogli un contratto pesante con un ingaggio in doppia cifra in milioni di euro. Nonostante queste enormi difficoltà economiche, il suo identikit tecnico rimane ai vertici delle preferenze della dirigenza milanese.

Pochettino, il nome degli intermediari

A differenza dei profili precedentemente analizzati, il tecnico argentino è attualmente sotto contratto per guidare la nazionale USA, pienamente assorbito dalla preparazione di un Mondiale che gli Stati Uniti giocheranno in casa sotto il peso di enormi aspettative. Zlatan Ibrahimovic avrà l'opportunità di incontrarlo direttamente oltreoceano nella sua veste di opinionista per l'emittente Fox Sports, ma le tempistiche stringenti necessarie al Milan per annunciare il nuovo allenatore sembrano mal conciliarsi con i suoi impegni.

Van Bommel, colpo in stile Chivu?

L'idea potrebbe essere quella: un ex giocatore che conosce bene l'ambiente, che ha fatto buonissime cose allenando le giovanili ma con poca esperienza alla guida di un club. Legato a doppio filo a Ibrahimovic, il tecnico olandese propone una visione calcistica che ricalca fedelmente la sua attitudine sul rettangolo verde: le sue formazioni sono squadre fisiche, ruvide, compatte e costantemente focalizzate sull'equilibrio collettivo. Per l'ex centrocampista, la solidità granitica del gruppo rappresenta la priorità assoluta; il suo credo si basa su ordine, agonismo e mentalità vincente, sacrificando volentieri l'estetica e la spettacolarità. All'interno del casting rossonero rappresenta a tutti gli effetti una scelta di ripiego, ma rimane un'alternativa concreta e assolutamente percorribile.

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