Le sirene del mercato inglese rilanciano un'indiscrezione che accende le fantasie, ma che merita un'analisi profonda. Oltremanica, fonti come TeamTalk sottolineano come il futuro del talento britannico sia ormai ai titoli di coda con il Manchester United. Con un contratto in fase di esaurimento che lo posiziona come uno dei parametri zero più intriganti della prossima sessione estiva, la corsa per assicurarsi le sue prestazioni è apertissima. Se il Borussia Dortmund spera in un ennesimo ritorno romantico e l'Aston Villa fa sul serio per trattenerlo in Premier League, la vera sorpresa riportata dai media inglesi è il forte interesse del Milan.
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Milan, il sogno è Sancho. Ma gli ostacoli sono più di uno
Il problema economico dell'affare Milan-Sancho
—Tuttavia, andare oltre la semplice risonanza della news è fondamentale. Acquistare un giocatore del calibro di Sancho "gratis" è un'opportunità ghiotta, ma per i rossoneri si tratterebbe di un'operazione estremamente complessa e ricca di insidie, per due ragioni fondamentali.

In primo luogo, c'è lo scoglio dell'ingaggio. Sancho proviene da anni di contratti faraonici nel Regno Unito. Attualmente percepisce uno stipendio da top player di Premier League, cifre che si scontrano inevitabilmente con la rigorosa e attenta politica salariale del club milanista. Anche arrivando senza dover pagare il cartellino al Manchester United, le elevate commissioni agli agenti e la richiesta di uno stipendio in doppia cifra rischierebbero di far saltare i parametri finanziari della dirigenza. Per rendere l'affare fattibile, l'attaccante dovrebbe accettare una drastica autoriduzione dell'ingaggio, scenario storicamente difficile.
La difficoltà tattica
—In secondo luogo, e forse in maniera ancora più invalidante, emerge una netta incompatibilità tattica. Il Milan si sta strutturando sull'attuale 3-5-2, un sistema di gioco che sembra respingere quasi organicamente le caratteristiche tecniche dell'inglese. Sancho è, per vocazione e istinto, un'ala offensiva pura, il cui habitat naturale è il 4-3-3 o il 4-2-3-1. Ama partire largo con i piedi sulla linea del fallo laterale, saltare l'uomo e creare superiorità numerica.
In un rigoroso 3-5-2, quale sarebbe il suo ruolo? Schierarlo come "quinto" di centrocampo a tutta fascia sarebbe un azzardo: lo costringerebbe a ripiegamenti difensivi costanti ed estenuanti che non fanno assolutamente parte del suo bagaglio tecnico, finendo per sfiancarlo e depotenziarlo in fase offensiva. D'altro canto, cercare di adattarlo come seconda punta accanto a un centravanti di peso rischierebbe di ingabbiarlo tatticamente. Giocando per vie centrali, verrebbe privato di quello spazio vitale sulla corsia esterna di cui ha disperatamente bisogno per sprigionare la sua creatività.
Sebbene la pista Sancho-Milan sia affascinante sulla carta, la pressione dell'Aston Villa, i limiti strutturali legati allo stipendio e la difficile collocazione nel 3-5-2 rendono questa suggestione più simile a un miraggio mediatico che a una reale e concreta opportunità di mercato.
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