Milanisti Channel Casa Milan Glorie Milan, Simone e i suoi anni in rossonero: "Eravamo i più forti del mondo. Serie A? Mi sono disinnamorato"

Milan, Simone e i suoi anni in rossonero: "Eravamo i più forti del mondo. Serie A? Mi sono disinnamorato"

Mattia Celio
L'ex attaccante rossonero ha ripercorso gli anni passanti all'ombra del San Siro fino a parlare del calcio di oggi

La sfida di questa sera contro il Salisburgo diventa subito fondamentale per il Milan di Ruben Amorim. I rossoneri sono chiamati a non sbagliare sia per riscattare la sconfitta nella prima giornata contro il Benfica che per dare segnali di ripresa dopo il deludente pareggio di domenica contro il Sassuolo. Sulla partita di questa sera è intervenuto una vecchia gloria del club rossonero, Marco Simone, il cui solo pensiero del gli fa tornare alla mente buoni ricordi. Ecco le sue parole.

Milan, Marco Simone: "Solo grandi soddisfazioni in rossonero. Spero che Amorim raggiunga gli obiettivi fissati"

9 anni con la maglia del Milan sono un periodo troppo lungo per dimenticare soprattutto quando si ha avuto la fortuna di giocare in quella che un tempo è stata la squadra più forte del mondo. La fortuna di cui ha potuto beneficiare Marco Simone. L'attaccante di Castellanza, durante i suoi anni all'ombra del San Siro, ha totalizzato 260 presenze e 75 reti, 2 delle quali contro il Salisburgo, ovvero l'avversario contro il quale il Milan scenderà in campo stasera in Europa League.
Proprio l'ex rossonero è intervenuto nelle ultime ore a La Gazzetta dello Sport dove ha voluto rievocare le sue stagioni a Milano, a cominciare dalle due reti realizzate contro il club austriaco, all'epoca chiamato Casino Salisburgo: "Il 2-0 arrivò con un diagonale dal limite dell’area, il 3-0 con un tiro all’incrocio rientrando sul destro, su passaggio di Boban. Che notte... Eravamo davvero la squadra più forte del mondo”. La partita era valida per la fase a gironi della Champions League 94-95.

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Una squadra che ha fatto tremare il mondo a suon di gol e coppe: "Gullit, Boban e Desailly erano super, ma il nostro segreto era un gruppo di italiani pazzesco: Baresi, Tassotti, Maldini, Albertini, Costacurta, Rossi, Panucci... C’erano solo giocatori pazzeschi”. Una squadra completamente diversa da quella di oggi, ma non solo dal punto di vista dell'organico, anche per il modo di interpretare il calcio: "Il Milan per me resta il Milan, ovvero il mio grande amore calcistico - continua Simone -ma ultimamente sta cambiando molto ogni anno. Vincere così è difficile. Serve più stabilità"

Il Milan fino ad ora è stata protagonista di un inizio di stagione altalenante. Nonostante il quarto posto in campionato c'è il rammarico di aver perso troppi punti su situazione di vantaggio e anche il KO contro il Benfica nella prima giornata ha fatto molto discutere. Soprattutto se si pensa alla "rivoluzione totale" nell'ultima sessione di calciomercato: "Spero sempre che il Milan raggiunga gli obiettivi fissati, ma soprattutto che torni a vincere. Ho sentito le parole di Boban e sono d’accordo con lui: questo club non può puntare solo ad arrivare nelle prime quattro per qualificarsi alla Champions".

24 maggio 1995: Marco Simone, del Milan, calcia il pallone sopra la propria testa durante la finale di Coppa dei Campioni contro l'Ajax a Vienna, in Austria. L'Ajax ha vinto la partita per 1-0. Credito obbligatorio: Clive Brunskill/Allsport

E sul calcio di oggi?: "Da Monaco seguo sempre il calcio anche se sono un po’ disinnamorato: ci sono troppi nomi “particolari” e difficili da memorizzare. Prima in campo c’erano meno stranieri e più italiani protagonisti”. La favorita per lo scudetto: "Vedo l'Inter più attrezzata di tutte". Conclude Simone.

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