Zambrotta: "Il Milan ha ritrovato solidità. Su Modric e Bartesaghi..."
Campione d’Italia con Milan e Juve, tra i protagonisti del Mondiale 2006 prima di essere scelto per suggerire linee guida da destinare al calcio di base Gianluca Zambrotta, come è noto, è un ex di Milan e Juventus, avendo giocato per entrambe le squadre in carriera. Quello che segue è un estratto dell'intervista che l'ex giocatore ha concesso alla Gazzetta dello Sport. Tanti i temi trattatati da Zambrotta, non soltanto nel rispetto della sfida di stasera a San Siro. Vediamoli subito.
Zambrotta: "Nel Milan ha perso troppi punti, ma con un bomber..."
Milan-Juve è una notte che non vale la cima della classifica ma la zona Champions? Giusto così o c’erano aspettative diverse? "L’Inter, rispetto alla concorrenza, ha fatto semplicemente valere la sua forza generale. Una squadra che è più gruppo, ha più esperienza, struttura. Competere era difficile anche se era giusto credere nel Napoli campione uscente. E magari anche nel Milan che però ha perso troppi punti in una fase delicata della stagione".
Giudica comunque positivamente il lavoro di Allegri e Spalletti?
"Le prime quattro della classifica di oggi meritano il posto che hanno. Onestamente qualche settimana fa avevo dato speranze anche al Como, che ha un gran bello sviluppo di gioco, ma la Juve ha un calendario più semplice e l’ultimo Milan ha ritrovato solidità".
Un lavoro da attribuire all’allenatore: concorda?
"Ciò che dice Max sulla necessità di prendere pochi gol è vero e rispettabile, ma quando l’obiettivo sarà di vincere lo scudetto allora mi aspetto anche qualche gol fatto in più. Molto dipende dai giocatori stessi che hai in rosa: nella prima parte di campionato il Milan aveva un Pulisic superlativo. Poi nessun altro è stato in grado di fare la differenza. Füllkrug, Gimenez e Nkunku non hanno inciso, hanno dovuto trovare i gol dei centrocampisti. Con un bomber da 15-20 gol a campionato certamente sarebbe stato più vicino all’Inter". L’erede per zona di competenza Bartesaghi le piace?
"Lui, Palestra, Bernasconi: ci sono tanti terzini emergenti. Finalmente gli allenatori danno fiducia ai giovani ed è giusto così: quando hai potenzialità devi poterle esprimere anche rischiando qualcosa, a vent’anni devi poter sbagliare. Bartesaghi lo terrei assolutamente in casa per tanti anni".
Per creare una giusta combinazione serve anche l’esperienza: terrebbe Modric un altro anno?
"Largo ai giovani sì, ma non nel suo caso. Cercherei di trattenerlo perché ha fatto una stagione personale strepitosa e anche solo per averlo come riferimento nello spogliatoio".
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Per lei dovrebbe restare anche Leao?
"Non sono d’accordo con chi dice che Rafa è scarso o mediocre. Chi ha giocato a calcio non può dirlo, a parte qualcuno. Se sta bene ed è focalizzato sulla partita può fare la differenza. Per me dà il meglio sulla fascia, è micidiale quando ha spazio e punta l’uomo".
La Juve ha già scelto: terrà Spalletti almeno fino al 2028
"Il rinnovo è stato un atto di fiducia che il club ha dato a lui e all’ambiente. Luciano è un grande allenatore, se sta giornalmente sul campo è in grado di far crescere la squadra e valorizzare i singoli giocatori. La sua Juve sta ritrovando un’identità che un po’ di tempo fa si era persa".
Come risollevare la Nazionale?
"Oggi nelle prime quattro squadre di Serie A ci sono pochissimi italiani: è penalizzante per un ct che ha poco tempo a disposizione non avere già dei blocchi di Milan, Juve, Inter. Se preferiamo uno straniero a un ragazzo italiano, il problema non è federale ma interno ai club"
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