Savicevic: "Un errore non vendere Leao, lo lascerei andare. Krosche? Mica è Ancelotti"
Intervistato da La Gazzetta dello Sport, il "Genio" Dejan Savicevic (che ha vestito la maglia rossonera dal 1992 al 1998 sotto la guida di Fabio Capello) ha parlato di Milan direttamente da Miami, nelle vesti del presidente della Federcalcio montenegrina, mostrandosi però come un milanista ferito da tutto quello che sta accadendo al suo club del cuore. A partire dalla rivoluzione totale che ha coinvolto la dirigenza rossonera, passando alle lunghe settimane per scegliere una guida tecnica e l'incertezza su chi saranno il prossimo direttore sportivo e quello tecnico. Di seguito alcuni estratti dell'intervista a Savicevic.
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Savicevic: "Krosche? Non è mica Ancelotti"
Il Milan fuori dalla Champions è triste..."Non me l'aspettavo. A un certo punto della stagione, consideravo scontato entrare in Champions, poi mi sono ritrovato 5° all'improvviso".A un grande trequartista bisogna dire che, in questi mesi, il Milan non è stata la squadra più divertente del mondo. Le piacevano le partite?"Mah, la colpa per me è stata più dei giocatori che dell'allenatore. Mi spiace per Allegri che sia finita così: è bravo, non meritava tutto questo".
Da dirigente abituato a ragionare di calcio, qual è stato l'errore principale?"Non vendere Leao".
Non che siano arrivate decine di offerte: il Chelsea qualche anno fa, poi un interessamento del Bayern e del Barcellona. Nessuna proposta indecente."Sì, ma io non capisco quel ragazzo. Dicono che sia interessato più alla musica che al calcio e io non so se sia vero. Di sicuro, lo lascerei andare. Mi sembra che sarebbe meglio per tutti".
Prima bisogna capire se il Milan avrà un nuovo ds. Si è parlato di Krösche, per cui però potrebbe essere necessario pagare un indennizzo all'Eintracht."Pagare per Krösche? Andiamo... non è mica Ancelotti".
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