Milanisti Channel News Il Milan segna e si sfalda: mancano mentalità e personalità

Il Milan segna e si sfalda: mancano mentalità e personalità

il Musagete
Proprio quando il Milan riesce a dare la piega che vuole alla partita, esce la debolezza che non permette di governare il gol di Rabiot

Dal gol di Rabiot erano passati soltanto cinque minuti, proprio gli attimi che mettono a nudo la mancanza di una mentalità da grande squadra. A Gerry Cardinale, che si era presentato sabato a Milanello con un cappellino dalla scritta "fare il Milan di nuovo grande" i tifosi possono rispondere con una domanda: "Sì, ma quando?". Non immediatamente, la ricostruzione non si completa in una notte, però c'era la possibilità di affiancarsi alla Roma, di restare a due punti dalla coppia di testa formata da Inter e Lazio, invece i rossoneri, pur ancora imbattuti in campionato, compiono un movimento troppo lieve.

Fragilità Milan, a nudo al Mapei

Un tempo il Milan al Mapei vinceva lo scudetto. Da allora è passata un'era geologica. Altri tempi e altra storia: questo Milan resta, un cantiere che non ha ancora eliminato tutti i suoi difetti strutturali. Il passaggio alla difesa a quattro ha comunque aiutato la squadra ad avere maggior equilibrio (in merito il Sassuolo, visto quanto ha combinato contro la Juventus, era un banco di prova tostissimo) e questa è senza dubbio la strada da percorrere. Piuttosto ieri il Milan è mancato nella reazione dopo aver subito il pari di Odenthal: c'erano ancora 25 minuti da giocare e ci sarebbe stato il tempo per riacciuffare i tre punti. Invece, tolta un'uscita bassa di Muric su Chukwueze imbeccato da Pulisic, mai i rossoneri hanno dato la sensazione di poter mettere il muso avanti. Anzi: un fischio indulgente di Fourneau ha cancellato il 2-1 di Thorstvedt per un blocco leggero di Bowie su Ramos, intervento davvero trascurabile stante il giro di vite dato dal designatore Rocchi su questi episodi.
Caricamento correlate...

Male il risultato, male il gioco: lo stravolgimento tattico di Amorim, che passa dal 3-4-2-1 al 4-4-2 salvo poi fare marcia indietro nella ripresa, non porta gli effetti sperati. La sensazione è che ci sia ancora molto lavoro da fare per trovare un'identità definita: la manovra è lenta, prevedibile, i ritmi troppo bassi, i reparti distanti e sconnessi. Le sensazioni positive lasciate dalla vittoria sul Lecce prima della sosta lasciano il posto a vecchi e nuovi interrogativi. Il primo, il più grande, riguarda Goncalo Ramos: siamo solo a ottobre, il tempo è dalla sua parte, ma è innegabile che 74 milioni di euro siano una cifra enorme rispetto al rendimento.

Caricamento raccomandazioni...