Milanisti Channel News Milan, è Amorim ball: il tecnico rossonero conquista definitivamente San Siro

Milan, è Amorim ball: il tecnico rossonero conquista definitivamente San Siro

il Musagete
Il Milan accorcia a meno 4 il distacco e comincia a inseguire qualche sogno di gloria. Hanno gli occhi di tigre i rossoneri

A riprova che si tratti di una punizione speciale e gloriosa, prima di calciare Diego vince la concorrenza di Modric. Luka si era preso il pallone sottobraccio, Moreira sentendo il richiamo della porta, ha chiesto al totem di poter calciare. Modric a sua volta sente le vibrazioni del talento e, di fronte a Diego con le mani giunte in segno di preghiera, non si è fatto poi supplicare. Gol...alla Kakà. Racconta Diego: "È la notte più bella da quando sono milanista, certo. Ringrazio Kakà per essere venuto e per avermi dato il suo numero. Un onore fare questa partita davanti a lui, ma niente paragoni per favore".

Il Milan ha meritato di vincerlo

Chivu voleva stupire e l'ha perso, Amorim ha scelto una via forse più banale, priva di effetti speciali ma piena di effetti concreti, e l'ha vinto. Doveva essere il Milan la squadra più preoccupata e traumatizzata dopo i 4 gol presi dal Bologna e invece giocava serena. L'Inter, al contrario, arrivava da 4 vittorie, si sentiva forte del primo posto e dei 7 punti di vantaggio sui rossoneri Forse per questo è sembrata subito un po' troppo superficiale, sbagliata nell'atteggiamento e confusa nel movimento. A pensarci bene, qualche indizio sulle nuove difficoltà nerazzurre c'era già stato. Contro la Fiorentina, pur meritando la vittoria, aveva ribaltato lo 0-1 solo nei minuti di recuperi; a Venezia era passata grazie a due autoreti; poi è arrivato un derby così e le imperfezioni interiste di questo periodo sono saltate fuori con tutta la loro evidenza. Non è dato sapere oggi se il Milan a maggio sarà lassù a giocarsela per il titolo, però ieri sera il Diavolo ha messo le cose in chiaro: questa squadra, quando troverà la sua vera identità e inserirà magari pure nuovi giocatori a gennaio - Cardinale lo ha promesso a più riprese, anche ieri sera -, non potrà che migliorare. Ruben Amorim il 15 dicembre 2024 aveva vinto il suo primo derby di Manchester in casa di Pep Guardiola, campione d'Inghilterra in carica. Poi in Premier non è andata come sperava, però intanto si era tolto Io sfizio. E si è ripetuto anche in Serie A. Se il Milan ha azzannato l'Inter, è perché il tecnico ha saputo trasmettere alla squadra la sua voglia di pressione alta, di gioco offensivo. Magari ha sbagliato dei tempi - il primo con la Lazio, il secondo col Bologna -, ma l'idea di calcio che il tecnico portoghese ha, si vede.
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Più dei calcoli di classifica sarà interessante capire quali effetti avrà questo derby Radical Choc sulle due milanesi, tutte e due zavorrate da cinque assenze, con l'Inter penalizzata dall'influenza di Bonny e quella di qualche giorno prima di Esposito, che stanno in panchina. L'alibi dell'attacco febbricitante però regge fino a un certo punto, perché l'architettura di emergenza pare improvvisata, con Barella che fa la figura del ragazzino alle prime armi al cospetto di Modric e Thuram che da prima punta non sa incidere, soprattutto se non riceve mezzo cross, la specialità della casa che non viene più servita come una volta. Sul pallone imprendibile della punizione di Moreira c'è scritto "prova a prendermi". Ma l'Inter nella ripresa ci prova davvero poco: l'unico sussulto arriva per un abbaglio di Guida che dà rigore per un fallo di mano di Gila che non c'è. E viene tolto dalla Var. Giusto così. Il derby come una maledizione: Chivu ne ha persi tre su tre da quando guida l'Inter, il Milan è l'unica squadra che non ha mai battuto. Il sogno scudetto del Diavolo alimentato dal patron Cardinale non è alla fine un'utopia. Se questa doveva essere la partita in cui scoprire il proprio destino, i segnali sono incoraggianti: adesso è a -4 dai cugini, in attesa della Lazio. È stata soprattutto la notte di Amorim, che con una mossa ha ribaltato il tavolo: ha schierato Moreira sulla destra, lui mancino, e da lì l'indemoniato belga è diventato rebus irrisolvibile per gli interisti. Ha servito due assist a Pulisic e Rabiot, ha concluso l'opera con una punizione disegnata con il compasso. Discutibili invece le scelte di Chivu.

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