Milanisti Channel Editoriale Malagò e l'uscita infelice sugli stadi di proprietà

Malagò e l'uscita infelice sugli stadi di proprietà

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Il Presidente Malagò ha dato la colpa ai Presidenti storici della Serie A, ma il problema, in Italia, è un sistema paese troppo lento

Nella giornata di ieri, il neoeletto Presidente Federale Giovanni Malagò ha rilasciato una dichiarazione che è destinata a far discutere. Il riferimento era alla costruzione degli stadi di proprietà ed alle scelte delle storiche proprietà dei più importanti club della Serie A.

Le parole di Malagò

"Molte volte ho sostenuto che, dalla fine degli anni Novanta all’inizio degli anni Duemila, quando il nostro campionato era ancora il primo al mondo, i nostri magnifici presidenti, Moratti, Berlusconi, Agnelli, ma anche Cragnotti e Sensi, avrebbero potuto rinunciare a uno o due ingaggi di calciatori per fare un bel mutuo per uno stadio. Oggi si sarebbero ritrovati un patrimonio".

Il Presidente della FIGC Malagò ha espresso un suo rispettabile pensiero, ma la sua posizione è criticabile perché non tiene conto del contesto e del sistema Italia che, da sempre, come paese, fa di tutto al fine di ostacolare la costruzione dei nuovi stadi.

CORTINA D'AMPEZZO, ITALY - MARCH 05: Giovanni Malago, President of the Organising Committee for the 2026 Olympic and Paralympic Winter Games, looks on during the Paralympic Games Opening Press Conference ahead of the Milano Cortina 2026 Winter Paralympic Games at on March 05, 2026 in Cortina d'Ampezzo, Italy. (Photo by Mattia Ozbot/Getty Images)

Le ragioni dei ritardi italiani sugli stadi

Innanzitutto, nel nostro paese, quasi tutti gli stadi appartengono ai Comuni. Le società devono quindi chiedere concessioni a lungo termine o, magari, devono riuscire a portare a termine l'acquisto dell'area individuata per la costruzione del nuovo stadio. Ciò porta i club a scontarsi con i tempi della politica e con le logiche di bilancio degli enti locali che richiedono tempistiche lunghe.

Qui si inserisce il secondo problema: le pratiche burocratiche richiedono infiniti passaggi tra Ministeri, Regioni, Comuni e Soprintendenze (per i beni culturali). Non è raro, peraltro, imbattersi in reperti archeologici o in vincoli storici e/o architettonici.

C'è poi il tema della resistenza politica, basata su questioni prettamente ideologiche. Spesso, infatti, i progetti vengono osteggiati dai comitati di quartiere per via del traffico, dell'impatto ambientale o della speculazione edilizia, rallentando gli iter tramite ricorsi al TAR.

L'analisi monca del Presidente Federale

Sono questi i problemi che hanno impedito sinora la costruzione degli stadi di proprietà in Italia. Non a caso, da mesi e mesi, pende in Parlamento un DDL sugli stadi che forse non verrà approvato entro la fine della legislatura a causa dei tempi eccessivamente lunghi.

Il problema, in Italia, non sono i club o le proprietà dei club (passate e presenti). C'è, invece, un problema enorme di un sistema paese che va al rallentatore; è il tema preponderante, del quale il Presidente Malagò non può non tener conto se vuole proporre un'analisi credibile.

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