Capello: "Amorim non deve dire certe cose", ma a cosa si riferisce?
Il terremoto degli ultimi giorni in casa Milan si è scatenato subito dopo la sconfitta casalinga contro il Benfica, un risultato che ha provocato un vero e proprio mezzo dramma mediatico. Al centro della bufera e principale indiziato è finito Rúben Amorim, finito nel mirino della critica e della stampa. Sulla questione è intervenuto anche un profilo illustre come Fabio Capello, che ha espresso alcune riserve su alcune recenti uscite pubbliche del tecnico portoghese. Ma è davvero giusto tutto questo accanimento nei confronti del nuovo allenatore?
Le parole di Capello su Modric: "L'unico che dà verticalità"
Intervistato da La Gazzetta dello Sport, Fabio Capello ha analizzato alcuni aspetti tattici del Milan visti nelle ultime uscite, partendo dalla gestione dei singoli. L'ex tecnico rossonero ha voluto spezzare una lancia a favore di Luka Modrić, evidenziando l'importanza dell'esperienza e della qualità del croato a metà campo.Queste le sue parole: "Io sono per la qualità, starei molto attento prima di accantonarlo. Ricorderei che lui è uno dei pochi a dare verticalità alla manovra."
AC Milan v SL Benfica - UEFA Europa League 2026/27 League Phase MD1
Oltre alla gestione di Modrić, Capello ha riservato un passaggio anche a Gonçalo Ramos. L'attaccante portoghese è un profilo che piace molto al grande ex allenatore, il quale ha però sottolineato una criticità tattica evidente: la punta si ritrova troppo spesso isolata durante lo sviluppo dell'azione, senza compagni pronti a rimorchio o a sostegno.
Su Ramos, Capello si è espresso così: "Gonçalo Ramos riceve e non è mai circondato dai compagni."
La sincerità di Amorim gli si ritorce contro, soprattutto quando si parla solo di titoli e non si comprende il concetto
Fabio Capello, sempre sulle colonne de La Gazzetta dello Sport, ha dichiarato come le recenti uscite del tecnico rossonero siano state eccessive e superflue da esternare ai media. Il punto di discussione nasce da una presunta contrapposizione tra il voto 10 che Amorim aveva assegnato al mercato qualche settimana fa e le sue riflessioni espresse a cavallo del match di Europa League contro il Benfica. Questo il pensiero espresso da Capello: "Non si può essere accontentati al 100%, ma non deve dire pubblicamente certe cose."Per analizzare la questione senza superficialità, è doveroso riportare l'esatto passaggio delle dichiarazioni di Amorim: "Se la rosa è poco adatta al mio gioco? In parte sì. Non ho le caratteristiche perfette perché è impossibile arrivare in un nuovo club e avere tutto già pronto."
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Amorim non adotta una comunicazione convenzionale: è sempre trasparente e diretto. Bisogna però ascoltare e contestualizzare ciò che dice, perché estrapolare singole frasi per farlo apparire incoerente fa solo il male del Milan. Amorim non ha mai affermato che il mercato non lo abbia soddisfatto. La rosa partiva già da una buona base che con gli innesti estivi è migliorata notevolmente; per questa ragione, unita allo sforzo economico profuso dal presidente, il giudizio sull'operato della società non poteva che essere altissimo. Sarebbe stato ingiusto attribuire un voto basso a fronte di investimenti importanti dedicati ad acquisti mirati e funzionali.
Venendo alla presunta contraddizione, Amorim voleva esprimere un concetto estremamente chiaro: quando un allenatore parte da zero in un nuovo club, non può pretendere che dopo due soli mesi tutti gli ingranaggi e le caratteristiche dei singoli siano perfetti per la sua idea di gioco. È un discorso logico, lineare e forse fin troppo sincero, ma non in contrasto con la promozione data alla sessione di mercato.
Gli esempi concreti nella storia recente del campionato italiano
La Roma di Gasperini ha necessitato di tempo prima di potersi definire completa, e tuttora cerca accorgimenti, come dimostra il tentativo di affondare per un esterno fino all'ultimo giorno di mercato.L'Inter di Chivu della scorsa stagione, nelle prime tre partite, ha collezionato una vittoria e due sconfitte alternando tre terzetti di centrocampo differenti, segnale evidente che all'inizio un nuovo tecnico debba ruotare le risorse per trovare il giusto equilibrio.
Il Como di Cesc Fàbregas, dopo un'annata storica chiusa con l'ingresso in Champions League, ha aggiunto 3 o 4 titolari in più. Questo significa che la squadra dell'anno prima non fosse valida? No, semplicemente ogni allenatore e società lavorano per migliorare costantemente la struttura organica.
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