Europa League, arriva la sfida col Red Bull Salisburgo: il Milan saprà mettere le ali?
Dici Salisburgo e pensi alla Red Bull. La nota bevanda energetica, che dà anche il nome allo stadio in cui sarà impegnato il Milan nella seconda giornata della fase “campionato” di Europa League, è l’illustre marchio di fabbrica dietro cui si identifica la squadra austriaca. Un avversario da prendere decisamente con le pinze dalla formazione di Amorim, chiamata al riscatto dopo il brutto esordio contro il Benfica. Fu proprio nel 2019 che, con la maglia del Salisburgo, si pose all’attenzione del calcio mondiale un certo Erling Braut Haaland che oggi è senza dubbio uno dei più forti attaccanti in circolazione. Al di là di questa curiosità, resta indubbio che il compito dei rossoneri sarà tutt’altro che semplice. E non solo e non tanto per la necessità di muovere la classifica, quanto soprattutto perché occorrerà farlo al cospetto di un avversario che, davanti ai propri tifosi, si esalta spesso e volentieri.
FC Salzburg v Go Ahead Eagles - UEFA Europa League 2025/26 League Phase MD4
La strana storia del calcio a Salisburgo
Non tutti sanno che, prima di diventare uno dei simboli del calcio targato Red Bull, il Salisburgo aveva già alle spalle una storia importante. Una storia che affonda le proprie radici nel lontano 1933, quando dalla fusione di due società cittadine, l’Hertha e il Rapid, nacque l’Austria Salzburg. Colori sociali viola e bianco, una forte identità territoriale e un legame profondo con la propria tifoseria.
Per diversi decenni, la società austriaca visse alterne fortune, prima di conoscere il periodo di maggiore splendore negli anni Novanta. Nel 1994 arrivò il primo titolo nazionale, ma soprattutto la storica finale di Coppa UEFA contro l’Inter. Un doppio confronto che vide prevalere i nerazzurri, vittoriosi per 1-0 in entrambe le occasioni. Una sconfitta che non cancellò, tuttavia, la straordinaria cavalcata europea della formazione allenata da Otto Barić.
La vera rivoluzione arrivò nel 2005. La Red Bull, colosso mondiale delle bevande energetiche, rilevò il club, cambiandone radicalmente l’immagine. Via il tradizionale viola, sostituito dal bianco e dal rosso. Via anche la vecchia denominazione, rimpiazzata da quella di FC Red Bull Salzburg. Una trasformazione che non riguardò soltanto gli aspetti commerciali, ma investì direttamente l’identità della società.
E qui comincia la parte forse più singolare dell’intera vicenda. Una parte consistente della tifoseria non accettò quella che considerava una cancellazione della propria storia. Le proteste e i tentativi di mediazione non portarono a una soluzione condivisa. Così, nell’ottobre del 2005, alcuni sostenitori decisero di ricostituire l’Austria Salzburg, conservandone nome, colori e tradizioni. La nuova società ripartì dal calcio dilettantistico, intraprendendo una lunga risalita attraverso le categorie inferiori.
Da quel momento, Salisburgo si è ritrovata con due realtà calcistiche profondamente differenti. Da una parte la Red Bull, espressione di un progetto imprenditoriale internazionale, capace di investire nello scouting e nella valorizzazione dei giovani talenti. Dall’altra l’Austria Salzburg, nata dalla volontà dei tifosi di custodire un patrimonio sportivo e identitario che ritenevano minacciato.
Il modello Red Bull ha prodotto risultati importanti. Salisburgo è diventata una tappa fondamentale nella crescita di calciatori destinati ai grandi palcoscenici europei. Basti pensare a Sadio Mané, Erling Haaland, Dominik Szoboszlai e Benjamin Šeško. Talenti individuati, valorizzati e successivamente approdati in campionati di maggiore richiamo internazionale.
Una storia, dunque, che va ben oltre il rettangolo verde. Perché nella città di Mozart convivono due differenti concezioni del calcio: quella legata alla tradizione e al senso di appartenenza e quella fondata su investimenti, organizzazione e sviluppo internazionale. Due anime nate da un’unica radice, che raccontano come il calcio moderno possa trasformare profondamente l’identità di una società, senza necessariamente cancellarne la memoria.
I precedenti con il Milan
Sono quattro i precedenti europei tra Milan e Salisburgo, tutti disputati in Champions League. Il bilancio sorride nettamente ai rossoneri, vittoriosi in tre occasioni e fermati sul pareggio nella restante sfida.
Il primo doppio confronto risale alla stagione 1994-95, quando gli austriaci si chiamavano ancora Austria Salzburg. Il Milan, campione d’Europa in carica, si impose per 3-0 a San Siro e per 1-0 nella gara di ritorno. Due successi che rappresentano anche un interessante collegamento con la storia della società austriaca, allora reduce dalla finale di Coppa UEFA persa contro l’Inter. Bisogna attendere quasi ventotto anni per ritrovare le due formazioni una di fronte all’altra. Nella fase a gironi della Champions League 2022-23, il Salisburgo, ormai stabilmente identificato con il marchio Red Bull, impose l’1-1 al Milan nella sfida disputata in Austria. Ben diverso l’andamento del ritorno, quando i rossoneri travolsero gli avversari per 4-0 a San Siro, conquistando la qualificazione agli ottavi di finale.
Un bilancio favorevole, dunque, che non dovrà però indurre la formazione milanista a sottovalutare l’impegno. Perché la storia può offrire indicazioni e curiosità, ma non garantisce risultati sul terreno di gioco.
Le sfide contro le italiane
Non soltanto il Milan. Il Salisburgo ha incrociato più volte le formazioni italiane nelle competizioni europee, dando vita anche a risultati sorprendenti.
Impossibile non ricordare la finale di Coppa UEFA del 1994, persa contro l’Inter, oppure la clamorosa rimonta ai danni della Lazio nei quarti di Europa League 2017-18. Dopo il 4-2 subito all’Olimpico, gli austriaci ribaltarono la qualificazione imponendosi per 4-1 nella gara di ritorno. Una delle imprese più significative della loro storia europea recente.
Anche il Napoli ha conosciuto le insidie della formazione austriaca. Negli ottavi di Europa League 2018-19, gli azzurri superarono il turno grazie al 3-0 dell’andata, nonostante la sconfitta per 3-1 subita a Salisburgo. Le due società si ritrovarono pochi mesi dopo nella fase a gironi di Champions League, con una vittoria partenopea per 3-2 in Austria e un pareggio per 1-1 al San Paolo. Più recentemente, nella stagione 2022-23, il Salisburgo ha affrontato la Roma nei playoff di Europa League, vincendo per 1-0 in casa prima di arrendersi per 2-0 all’Olimpico. Nella successiva Champions League è stata invece l’Inter a imporsi in entrambe le sfide, confermando una tradizione favorevole ai nerazzurri. L’ultimo confronto con una formazione italiana risale al novembre 2025, quando il Bologna ha battuto il Salisburgo per 4-1 nella fase campionato di Europa League.
Precedenti che raccontano una squadra capace di alternare pesanti battute d’arresto a prestazioni di grande intensità, soprattutto davanti al proprio pubblico.
Come gioca e come ci arriva il Salisburgo
Gli austriaci sono reduci dal mezzo passo falso sul campo del Grazer, che ha impedito loro di prendere il largo in classifica. Imbattibilità comunque conservata, anche se lo 0-0 ottenuto al cospetto di una formazione che naviga nelle posizioni di metà classifica ha destato più di una perplessità. E non soltanto per il risultato: i padroni di casa hanno colpito per ben tre volte i legni della porta avversaria, andando ripetutamente vicini al bersaglio grosso. La squadra di Röhl ha comunque conservato la propria imbattibilità stagionale, arrivata a quindici incontri ufficiali consecutivi senza sconfitte. In Europa, invece, l’obiettivo è dare continuità al blitz esterno in terra bulgara, nella tana del Levski Sofia.
Rangers v Hibernian - William Hill Premiership
I punti di forza della squadra di Röhl
Il tecnico tedesco predilige il 4-2-3-1, modulo che permette al Salisburgo di disporre di diversi uomini offensivi senza rinunciare alla presenza di due centrocampisti davanti alla difesa. Una disposizione che favorisce lo sviluppo della manovra sulle corsie esterne e consente di attaccare la profondità, sfruttando la mobilità dei tre giocatori alle spalle della punta.
Tra gli elementi da tenere maggiormente in considerazione spicca Haris Tabaković, riferimento offensivo e autore del gol che ha deciso la trasferta europea contro il Levski Sofia. Un attaccante capace di dare peso alla manovra e di rappresentare un punto di riferimento nell’area avversaria.
Attenzione anche alla velocità di Yorbe Vertessen, alla vivacità di Sota Kitano e alle qualità di Edmund Baidoo, alternative che consentono a Röhl di modificare le caratteristiche del proprio reparto avanzato. Senza dimenticare Karim Konaté, soluzione particolarmente interessante quando occorre attaccare gli spazi.
In mezzo al campo, Abubakr Barry rappresenta uno degli uomini di riferimento per gli equilibri della squadra, mentre Bartosz Mazurek offre un’ulteriore soluzione nella costruzione del gioco.
La solidità dei risultati non deve tuttavia nascondere qualche difficoltà. Lo ha dimostrato proprio l’ultima uscita di campionato, nella quale il Salisburgo ha sofferto l’iniziativa degli avversari, concedendo occasioni importanti. Un campanello d’allarme che il Milan dovrà cercare di sfruttare, evitando nel contempo di lasciare spazi alle ripartenze dei padroni di casa.
Le assenze della formazione austriaca
Non mancano i problemi di formazione per Danny Röhl, alle prese con diverse indisponibilità. Particolarmente pesanti quelle di Nikolas Veratschnig, alle prese con un infortunio ai legamenti del ginocchio, e di Damir Redzic, fermato da un problema alla caviglia. Fuori causa anche Justin Omoregie ed Enrique Aguilar, mentre restano da valutare le condizioni degli altri elementi reduci da problemi muscolari. La situazione potrebbe indurre il tecnico a confermare l’impianto tattico utilizzato nelle ultime uscite, valutando alcuni cambiamenti negli interpreti. In avanti, Tabaković appare il principale indiziato per una maglia da titolare, con Konaté pronto a rappresentare un’alternativa.
SALISBURGO (4-2-3-1): Früchtl; Lainer, Boma, Drexler, Schmid; Barry, Mazurek; Baidoo, Kitano, Vertessen; Tabaković. Allenatore: Röhl.
Iscriviti al canale WhatsApp di Milanisti Channel per leggere in anteprima tutte le notizie sul Milan. Entra a far parte di una famiglia rossonera.
La chiave tattica di Salisburgo-Milan
Buona parte del match si incentrerà sulla capacità del Milan di gestire i ritmi e le diverse fasi dell’incontro. Il Salisburgo è una squadra che ha costruito parte della propria identità calcistica sull’intensità, sulla ricerca della verticalità e sulla pressione esercitata nei confronti degli avversari. Caratteristiche che rappresentano senz’altro un’insidia per i rossoneri.
Sarà dunque fondamentale gestire lucidamente il possesso, evitando soprattutto quelle palle perse in fase di costruzione che potrebbero favorire le ripartenze dei padroni di casa. Altrettanto importante sarà la capacità di sfruttare gli spazi eventualmente lasciati dagli austriaci quando si proiettano in avanti.
Molto dipenderà anche dall’atteggiamento della formazione di Amorim, chiamata a trovare il giusto equilibrio tra la necessità di conquistare un risultato positivo e quella di non concedere eccessive opportunità agli avversari. Una sfida nella quale organizzazione, attenzione e capacità di leggere i diversi momenti della partita potrebbero fare la differenza.
In questo contesto, il focus si allarga sulle prestazioni di alcuni uomini chiave dello scacchiere rossonero. A cominciare da Adrien Rabiot, al quale spetterà il delicato compito di garantire equilibrio e consistenza al centrocampo, senza rinunciare alla capacità di accompagnare la manovra offensiva. Altrettanto importante anche Christian Pulisic, le cui caratteristiche di rapidità e capacità di attaccare gli spazi potrebbero mettere in difficoltà la retroguardia austriaca, soprattutto qualora il Salisburgo dovesse concedere profondità nel tentativo di mantenere alto il proprio baricentro. L’intesa fra il francese e l’americano potrebbe rivelarsi una delle chiavi tattiche del match, perché se Rabiot riuscirà a dar equilibrio alla mediana senza costringere Pulisic ad abbassarsi troppo, il Milan potrebbe avere maggiori possibilità di sfruttare le transizioni offensive.
Attese importanti infine anche per Gonçalo Ramos, chiamato a dimostrare il proprio valore e a offrire maggiore incisività al reparto avanzato. La capacità del portoghese di farsi trovare pronto negli ultimi metri potrebbe rappresentare un elemento fondamentale per concretizzare le occasioni costruite dai compagni. Molto dipenderà dalla capacità del Milan di limitare i rifornimenti agli attaccanti austriaci, senza rinunciare a sfruttare gli eventuali squilibri prodotti dalla pressione dei padroni di casa.
Le indicazioni emerse dall’ultima trasferta di campionato contro il Sassuolo offrono ulteriori spunti di riflessione. Il pareggio per 1-1 maturato al Mapei Stadium ha confermato alcune delle qualità della formazione rossonera, ma anche difficoltà che continuano a manifestarsi nei momenti cruciali degli incontri. Il vantaggio firmato da Rabiot, sempre più determinante anche in fase realizzativa, è durato appena cinque minuti, prima che Odenthal ristabilisse la parità sugli sviluppi di un calcio piazzato. Un episodio che impone una riflessione sulla capacità del Milan di gestire le situazioni favorevoli, soprattutto contro avversari capaci di imprimere ritmi elevati alla gara. La partita ha inoltre evidenziato l’importanza delle scelte tattiche di Amorim, passato dall’iniziale 4-4-1-1 al 3-4-2-1 nella ripresa. Una soluzione che ha consentito ai rossoneri di trovare maggiore incisività, anche grazie all’apporto di Modrić, protagonista nell’azione del vantaggio. Restano invece da migliorare la concretezza sotto porta, con Gonçalo Ramos ancora alla ricerca della prima rete in campionato, e la gestione delle fasi difensive. A complicare ulteriormente il quadro, l’infortunio muscolare accusato da Gabbia, le cui condizioni dovranno essere valutate in vista della trasferta austriaca.
Il Milan è dunque atteso da un banco di prova tutt’altro che agevole. La formazione di Amorim dovrà dimostrare di aver metabolizzato la sconfitta contro il Benfica, trovando quella continuità di rendimento e quella concretezza mancata anche nell’ultimo pareggio di campionato contro il Sassuolo. Il Salisburgo, dal canto suo, proverà a sfruttare il fattore campo e le proprie caratteristiche per mettere in difficoltà i rossoneri.
Novanta minuti nei quali serviranno lucidità, personalità e soprattutto capacità di interpretare i diversi momenti della gara. Perché, dopo il passo falso di San Siro, il Milan non può permettersi di restare ancora a terra. E chissà che proprio nella casa della Red Bull non riesca finalmente a mettere le ali.
© RIPRODUZIONE RISERVATA