ESCLUSIVA - Nickless: “Iraola ha trasformato il Bournemouth: al Milan porterebbe un calcio totale”
La pioggia inglese, il rumore costante della Premier League e un piccolo stadio da meno di undicimila posti trasformato improvvisamente in una delle realtà più fastidiose d’Inghilterra. È da lì che arriva il nome che in queste ore sta accendendo il dibattito attorno al futuro del Milan. Dopo l’esonero di Massimiliano Allegri, il profilo di Andoni Iraola continua infatti a prendere quota in orbita rossonera. Un allenatore diverso, quasi opposto per filosofia: pressing feroce, intensità continua, verticalità, aggressione alta e una squadra che non smette mai di correre.
Per capire davvero chi sia Iraola e perché il suo lavoro abbia conquistato la Premier League, abbiamo intervistato Graham Nickless, storico giornalista inglese che segue da vicino il Bournemouth ed il calcio britannico, firma di The Sun e autore del libro "Cheers to 50 years…On The Sporting Frontline". Dall’identità tattica del Bournemouth alla possibilità di vedere quel calcio a San Siro, passando per la mentalità del tecnico spagnolo e il suo impatto sulla Premier League: ecco cosa ci ha raccontato.
Vuoi avere notizie di qualità sul Milan sempre sul tuo dispositivo? Scegli Milanisti Channel come tuo sito preferito su Google: clicca quiPressing, intensità e caos offensivo: l’identità del Bournemouth di Iraola
In Italia, Andoni Iraola viene accostato con insistenza al Milan. Pensi che sarebbe l’allenatore giusto per il club?“Direi sicuramente di sì. Andoni Iraola sarebbe l’allenatore ideale per sostituire l’esonerato Massimiliano Allegri. La sua reputazione è cresciuta enormemente in Inghilterra negli ultimi tre anni grazie al modo in cui ha fatto giocare il Bournemouth, proponendo un calcio offensivo e ad alta pressione. Anche il rendimento difensivo della squadra in questa stagione attirerebbe l’attenzione dei tifosi italiani: il Bournemouth ha perso soltanto sette partite di Premier League. Solo Arsenal e Manchester City hanno fatto meglio”.
Qual è stata la cosa che ti ha colpito di più di Iraola durante la sua esperienza al Bournemouth?
“Ci ho messo qualche settimana per comprendere davvero le sue idee tattiche perché, quando arrivò, non riuscì a vincere le prime nove partite di campionato e si vedeva chiaramente che i giocatori faticavano ad assimilare i suoi concetti. Poi però tutto cambiò grazie a una straordinaria prestazione contro il Newcastle dell’ex tecnico delle Cherries Eddie Howe, e da quel momento né lui né la squadra si sono più fermati. Mi ha impressionato anche il modo in cui ha gestito una lunga serie di infortuni e squalifiche: persino con una rosa ridotta non ha mai cambiato filosofia di gioco e non si è mai lamentato della sfortuna. Ha semplicemente continuato a lavorare”.
Come descriveresti la sua filosofia calcistica e la sua identità tattica?
“La sua filosofia è andare sempre in avanti e creare caos nella difesa avversaria attraverso movimenti studiati e tantissimo lavoro. Non importa chi sia l’avversario: il Bournemouth attacca sempre e, nella maggior parte dei casi, mostra un’energia infinita sia con che senza palla. Non importa se sei il centravanti o il terzino: devi lavorare duramente per la squadra. Iraola diceva spesso che non gli interessava quanti gol segnassero gli attaccanti, purché svolgessero il loro lavoro per il collettivo. Dal punto di vista tattico è molto intelligente nell’allargare le difese avversarie e nel mantenere la pressione per quasi tutti i 90 minuti: contro il Bournemouth non c’è mai un momento di respiro”.
Il pressing di Iraola e la sfida Milan: “Serve tempo, ma può cambiare tutto”
Molti tifosi del Milan chiedono un calcio più moderno, aggressivo e intenso. Iraola potrebbe rappresentare questo cambiamento?“Sì, assolutamente. Penso che Iraola sia l’allenatore perfetto per riportare entusiasmo e sorrisi tra i tifosi del Milan grazie al suo calcio offensivo. Prima del suo arrivo sulla costa sud dell’Inghilterra si parlava molto di uno stile ispirato alle idee dell’attuale ct dell’Uruguay Marcelo Bielsa, ma credo che Andoni abbia ormai sviluppato una propria identità. Propone un calcio moderno e intenso basato sul pressing, capace di trascinare lo stadio perché il messaggio è uno solo: andare avanti, mai indietro. È un’aggressività positiva, fatta di continue ondate offensive, ma con pochissima aggressività negativa nei comportamenti dei suoi giocatori”.
Il Bournemouth è diventato una delle squadre più divertenti della Premier League sotto la guida di Iraola. Qual è stato il segreto di questa crescita?
“Il Bournemouth non possiede i migliori giocatori del mondo, ma può vantare uno dei migliori spiriti di squadra in circolazione. Gran parte del merito va a Iraola, che vuole semplicemente vedere i suoi giocatori muoversi come un’unica unità. È proprio l’entusiasmo nel lavorare insieme che costringe gli avversari ad arretrare. Non importa il livello della squadra che hanno di fronte: giocano sempre allo stesso modo e chi li affronta deve essere pronto a lottare per avere il possesso del pallone e difendere. La qualità nel palleggio, il fraseggio pulito e preciso a centrocampo e la volontà di attaccare con tanti uomini sono stati il segreto della loro spettacolarità”.
Pensi che il suo stile di gioco possa adattarsi bene alla Serie A e a un ambiente esigente come quello del Milan?
“Sì, credo che questo stile offensivo possa adattarsi bene anche alla Serie A, ma servirà tempo affinché i giocatori si abituino completamente alle sue idee. All’inizio potrebbero esserci alcuni ostacoli. I calciatori devono essere pronti a lavorare insieme e a buttarsi totalmente nel sistema di Iraola affinché tutto funzioni. Quando inizieranno a vedere i risultati, capiranno il valore del lavoro svolto. Ovviamente il Milan è un ambiente molto più esigente rispetto al Bournemouth, ma dirigenti, giocatori e tifosi dovranno avere pazienza e lasciare che l’allenatore spagnolo faccia il proprio lavoro”.
“Pressing feroce e mentalità totale”: perché lo spagnolo viene considerato pronto per il Milan
Una delle critiche rivolte al Milan nelle ultime stagioni riguarda la mancanza di intensità e pressing. Iraola potrebbe cambiare subito questo aspetto?“Le tattiche di Iraola sono totalmente basate sul lavoro intenso con e senza palla e su un pressing offensivo continuo: non lascia respirare gli avversari quando hanno il possesso. Sì, potrebbe portare cambiamenti immediati, ma come ho già detto avrà bisogno del tempo necessario per trasmettere le sue idee e le sue tattiche a tutta la squadra”.
In Inghilterra Iraola viene considerato uno degli allenatori più interessanti della nuova generazione. Pensi sia pronto per il Milan?
“Sì, penso che sia pronto per allenare un grande club europeo, perché ha fatto un lavoro straordinario in Premier League, portando il Bournemouth da squadra candidata alla retrocessione a qualificata per l’Europa League. Non dimentichiamo che lavorava nel club più piccolo della Premier League, con meno di 11.000 tifosi: immaginate cosa potrebbe ottenere con giocatori migliori e con il supporto di 73.000 persone a San Siro. Iraola è feroce nella sua competitività e vuole migliorarsi stagione dopo stagione. Non avrà paura di gestire ego importanti o grandi personalità pur di raggiungere i propri obiettivi”.
Se Iraola diventasse l’allenatore del Milan, cosa dovrebbero aspettarsi i tifosi rossoneri?
“Molto dello stesso calcio che il Bournemouth ha mostrato settimana dopo settimana in Premier League. L’Arsenal di Mikel Arteta ha vinto il titolo, ma in Inghilterra il suo stile di gioco è stato spesso criticato perché ritenuto troppo costruito e legato ai calci piazzati. Con Iraola, invece, difficilmente accadrebbe qualcosa del genere. Il suo Bournemouth è riuscito a conquistare anche i più scettici grazie a un calcio intenso, offensivo e spettacolare, capace di permettere a una squadra sfavorita di tenere testa ai grandi club”.
Iscriviti al canale WhatsApp di Milanisti Channel per leggere in anteprima tutte le notizie sul Milan. Entra a far parte di una famiglia rossonera.
© RIPRODUZIONE RISERVATA