Il Milan esordisce in Serie A col Torino: ecco come gioca la squadra di Abate
Quella di domenica 23 agosto allo stadio Olimpico Grande Torino non sarà una partita come tutte le altre. Nella gara inaugurale della Serie A 2026/2027 scenderanno in campo il Toro dell’ex rossonero Ignazio Abate e un Milan, quello di Amorim, ancora in cerca di certezze. Ma proviamo a scoprire la filosofia di gioco dei granata e a capire cosa chiede Abate ai suoi giocatori.
Lo schema preferito di Abate
Ruben Amorim e Ignazio Abate hanno moltissimo in comune, schema preferito compreso. L’ex terzino e tecnico della primavera del Milan ha scelto per il Toro un 3-4-2-1 che può virare verso il 3-5-2 a seconda del tipo di avversario.SS Lazio U19 v AC Milan U19 - Primavera 1 Final Four
La società di Cairo ha fatto di tutto per accontentarlo. In difesa sono arrivati due profili importanti come Comert (svincolato dopo l’esperienza al Valencia ) e Comuzzo (dalla Fiorentina), abituati alla difesa a 3.
Il centrocampo è stato rinforzato con Kian Fitz-Jim, arrivato dall'Ajax e abile sia in fase di impostazione che di recupero. Sulla fascia sinistra è arrivato dalla Juve Stabia il fedelissimo e talentuoso Alessio Cacciamani mentre il reparto offensivo ha visto l’importante riconferma di Simeone e l’innesto di Oristanio, proveniente da una stagione di presto al Parma.
Una squadra giovane e dall’elevato tasso tecnico in cui il punto di riferimento sarà Cesare Casadei, chiamato alla stagione della definitiva consacrazione dopo un’ottima annata da 32 gare e 6 gol.
Torino FC v AC Milan - Serie A
La filosofia di gioco del Torino di Abate
Così come fa Amorim, anche Abate chiede ai suoi calciatori aggressività, compattezza e velocità nel far ripartire l’azione dopo il recupero palla. Caratteristiche in cui eccellono sia Casadei che i nuovi arrivati Fitz-Jim e Cacciamani.I trequartisti, nelle idee di Abate, devono alternarsi tra rifiniture veloci e inserimenti in area di rigore per sfruttare le sponde dell’unico attaccante di ruolo. I titolari del reparto dovrebbero essere Simeone, Vlasić e Oristanio, calciatori abili sia nella ricerca della profondità che nel dialogo nello stretto.
L’incognita più grande è quella legata al reparto difensivo. Comuzzo sembra il più adatto ad assimilare le idee di Abate e a gestire eventuali ripiegamenti in spazi ampi, mentre i probabili titolari Coco e Comert sono tutti da verificare. Il primo per una mancanza di velocità di base. Il secondo perché avrà bisogno di un fisiologico periodo di adattamento a un calcio come quello italiano che chiede moltissimo ai difensori.
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