Pioli e l'aneddoto su Zlatan: "Ci vedemmo nel mio ufficio e..."
L'ex tecnico del Milan Stefano Pioli si è concesso a un'ampia e dettagliata intervista rilasciata ai microfoni del Corriere dello Sport. Attualmente in pausa dopo la conclusione della sua esperienza sulla panchina della Fiorentina, lo storico allenatore dello Scudetto rossonero del 2022 ha ripercorso alcune delle tappe più significative della propria carriera. Tra i passaggi più interessanti dell'intervista, il mister ha voluto spalancare le porte dello spogliatoio e rivelare quali siano stati i calciatori più forti mai guidati in panchina, dedicando un focus speciale al rapporto con Zlatan Ibrahimović e alla parentesi con Cristiano Ronaldo.
Pioli: Ibra e Giroud tra i più forti mai allenati
Nella sua personale classifica dei profili più iconici ed incisivi con cui ha lavorato, l'ex allenatore del Milan ha posizionato i due centravanti del tricolore rossonero accanto a un gigante come Miroslav Klose. Tre figure accomunate da una leadership straordinaria e da una capacità unica di trascinare il gruppo sia sul rettangolo di gioco sia all'interno dello spogliatoio, pur con caratteristiche umane e caratteriali totalmente opposte: "Miro Klose, fortissimo. E Giroud, un campione sia tecnico sia morale, Olli abbina le due cose. Fa gruppo, clima. A differenza di Zlatan che è grintoso, incazzato, divisivo, Olli trasmette una serenità assoluta e che professionista poi... Sempre a 100 all'ora, con qualsiasi acciacco, e ne aveva tanti. Zlatan, certo, di un'intelligenza sopra la media, chiaramente a livello calcistico. C'è lo Zlatan pubblico, il personaggio, e quello nello spogliatoio. Ricordo che quando arrivò da noi, si presentò a Milanello alle 7 di sera, eravamo io e lui, aveva male a un ginocchio, come sempre. Ci vedemmo nel mio ufficio, mi guardò negli occhi e disse: 'Tu allenatore, io giocatore, io rispetto te, tu parla chiaro con me e io sarò sempre dalla tua parte'. Così è stato. Una sola volta abbiamo avuto un diverbio, colpa mia, che non gli avevo parlato".Pioli su CR7: "Una macchina da guerra"
Gli elogi arrivati dal tecnico italiano nei confronti del fuoriclasse portoghese sono di una profondità immensa. Secondo Pioli, infatti, il cinque volte Pallone d'Oro rappresenta un vero e proprio unicum nella storia della disciplina, oltre che un punto di riferimento assoluto per dedizione quotidiana, mentalità vincente e cura maniacale del dettaglio negli allenamenti.
Un atleta eccezionale capace di sostenere carichi di lavoro inavvicinabili per qualsiasi altro collega, come spiegato dal mister: "Com'è allenare Cristiano Ronaldo? Una bella esperienza. Se non hai avuto a che fare con Cristiano non ti rendi conto di quanto sia grande. È molto rispettoso, ha l'ossessione di restare il campione incredibile che è. Diciamo che l'ho allenato, ma soprattutto accompagnato nella sua gestione del Cristiano quarantenne. Le sue 24 ore sono tutte in funzione della prestazione finale: si sveglia alle 6 e 30, fa colazione, fisioterapia, forza, attenzione a tutto. Una macchina da guerra. Si allena tanto, ha dei metodi suoi, non puoi togliergli il lavoro sulla forza. A livello fisico fa cose che ad altri non potrebbero riuscire. Sa ancora strappare, ha un salto che gli permette di restare in cielo dieci secondi più di chiunque altro".
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