Sergio Conceicao e il tourbillon Milan: "Partite, voci, social, tifosi, è stata dura"
Ora in Arabia allena l'Al-Ittihad, ma continua a seguire con interesse il calcio italiano. Sergio Conceiçao a Repubblica sui problemi che ha incontrato al Milan: "Giocavamo ogni tre giorni, ci allenavamo in partita. Tanti video, poco lavoro in campo. Ma non mi lamento. Quando ho firmato, conoscevo il calendario. Sono comunque stati sei mesi positivi. Abbiamo fatto due finali. Una l'abbiamo persa, è vero, ma sarebbe potuta andare diversamente".
Sergio Conceicao
Sergio Conceicao e il clima di Milanello
"Non è facile fare l'allenatore del Milan. È una squadra storicamente abituata a giocare stagioni di altissimo livello, e a vincere le finali di Champions. Al tempo stesso, il momento era complicato. A Milano, dopo la vittoria della Supercoppa, è bastato un pareggio col Cagliari perché cominciassero a girare voci su chi avrebbe preso il mio posto. E nessuno le ha smentite".Iscriviti al canale WhatsApp di Milanisti Channel per leggere in anteprima tutte le notizie sul Milan. Entra a far parte di una famiglia rossonera.
I giocatori come vissero quel momento ? "Ho frequentato spogliatoi per 25 anni e so che l'instabilità ambientale arriva anche lì. Non era facile giocare con i tifosi che disertavano la curva. E con i social, quello che si diceva di noi arrivava ai calciatori. Se la società non è forte, lo spogliatoio non può essere forte. Il sigaro? Non volevo fare il "Conceicao show" , ma solo qualcosa che mi venisse naturale. Qui in Arabia, peraltro, ai sigari mi sono ancor più affezionato. Ne ho una scatola fornitissima. Il vino non è permesso. È l'unico sfizio".
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