Sassuolo-Milan, la moviola: gli episodi chiave e il parere di Calvarese
I novanta minuti del Mapei Stadium tra Sassuolo e Milan si sono trasformati in una prova del fuoco per la terna arbitrale, complice un primo tempo ruvido e una ripresa zeppa di momenti limite. Tra proteste in area, gol cancellati e una gestione dei cartellini che ha lasciato più di un dubbio, il quadro degli episodi chiave del match di Serie A merita un'analisi dettagliata.
Dai dubbi su De Winter all'urlo strozzato di Thorstvedt
Nelle battute iniziali la direzione di gara ha stupito per un metro clemente sui contatti di gioco: pesano, infatti, i mancati gialli a Van der Brempt, per un affondo da dietro e fuori tempo su Moreira, e a Estupinan per un intervento fotocopia. Al sesto minuto di recupero della prima frazione è poi arrivato il primo episodio caliente in area emiliana: la trattenuta di maglia di Van der Brempt su De Winter c'è, ma la caduta del difensore rossonero inizia un istante prima della spinta decisiva. Giusto, in questo caso, far proseguire senza concedere il penalty.Nessuna sbavatura, invece, sulla rete che ha sbloccato la gara: Rabiot impatta il pallone coordinando perfettamente il movimento e tenendosi in posizione regolare. Altrettanto ineccepibile la scelta di cancellare il raddoppio del Sassuolo firmato da Thorstvedt nella ripresa: la traiettoria del cross viene viziata all'origine da un fallo evidente in area di rigore, con la trattenuta di Lipani su Gila che invalida irrimediabilmente l'intera azione neroverde.
Il fallo di Laurienté su Gila: l'analisi di Calvarese sul mancato giallo
Oltre agli episodi in area di rigore, a far discutere nel corso del secondo tempo è stata la dinamica del duro scontro di gioco tra Armand Laurienté e Mario Gila. L'intervento dell'attaccante francese sul difensore rossonero è stato analizzato nel post-partita dall'ex arbitro Giampaolo Calvarese, che ha chiarito i motivi della scelta del direttore di gara e i margini di intervento della squadra arbitrale.
Secondo la disamina dell'ex fischietto di Serie A, l'azione avrebbe meritato un cartellino giallo a carico dell'esterno neroverde per imprudenza. Sebbene la giocata osservata al rallentatore presenti tratti d'impatto spaventosi, Calvarese ha precisato come nell'affondo di Laurienté mancassero due requisiti fondamentali per la sanzione massima: la velocità d'esecuzione e l'intensità agonistica, elementi chiave richiesti dal regolamento per configurare il grave fallo di gioco e l'espulsione diretta.
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