Rivera ne ha per tutti: "La proprietà USA del Milan non la capisco. FIGC? Sono contro Malagò e Mancini"
La nona edizione del Festival dello Sport di Trento, evento promosso dalla Gazzetta dello Sport, ha visto tra i suoi ospiti d'onore una delle figure più rappresentative della storia calcistica italiana. Nel corso della serata, Gianni Rivera, indimenticato capitano del Milan e primo Pallone d'Oro italiano, è salito sul palco per condividere la propria visione sull'attualità del mondo rossonero, tracciando un bilancio sulle recenti dinamiche societarie dei rossoneri e un confronto con il calcio di una volta.
Gianni Rivera
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Rivera, da San Siro alla Partita del Secolo
Un salto indietro nel tempo che ha toccato anche la rivalità cittadina. Interrogato sull'ipotesi di intitolare il nuovo stadio di Milano a lui e a Sandro Mazzola, ha accolto l'idea con grande favore, ricordando così il compianto amico e rivale: "Io e Sandro abbiamo scritto la storia del calcio di Milano per tanti anni. Eravamo amici e potevamo giocare insieme, altro che staffetta". Davanti alla platea ha poi rievocato le indimenticabili emozioni della "Partita del Secolo" contro la Germania, regalando un aneddoto sulla rete decisiva: "Segnò Muller e io che ero sul palo non riuscii a intervenire, Albertosi me ne disse di tutti i colori ma io quella palla potevo prenderla solo con le mani. Poi mi girai verso Ricky e gli dissi: “Tranquillo adesso ci penso io”. E andai a segnare il gol del 4-3".
Milan, le parole di Rivera sulla dirigenza americana
Rivera si è soffermato in particolare sulla proprietà americana, esprimendo le proprie perplessità in merito alla gestione sportiva e alla visione dell'attuale dirigenza. Oltre ad affrontare i temi strettamente legati al campo, l'ex numero 10 ha condiviso un retroscena inedito sui suoi attuali rapporti con la società. Un legame che si sarebbe progressivamente raffreddato dopo l'addio di Paolo Maldini, portando a un mancato coinvolgimento dell'ex fuoriclasse anche in occasione di appuntamenti istituzionali di grande rilievo per il Milan: "Gli americani hanno un modo di fare calcio che io non capisco, io pensavo che sapessero giocare solo a football e visti i risultati... Quando si è insediato Maldini al Milan mi ha chiamato e mi ha detto che ogni volta che volevo per me c'era un posto in tribuna per vedere il Milan. Poi quando se n'è andato lui non mi hanno più invitato e si sono dimenticati di me anche alla festa dei 125 anni".
Inseguimento alla FIGC
Prima di salire sul palco, Rivera ha lanciato una vera e propria candidatura per il futuro della Federazione, svelando anche un retroscena su Roberto Mancini: "Credo che la Federazione presto verrà commissariata e se succederà io sono disponibile, vediamo se stavolta si ricordano di me. Sono sempre stato favorevole al commissariamento, non ero d’accordo quando hanno scelto Malagò e tanto meno quando hanno richiamato Mancini. Lui si è arrabbiato per quello che ho detto, mi ha chiamato e mi ha chiesto perché avevo detto quelle cose. Adesso lo sa".
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