Milanisti Channel News Modric e Pulisic, viva i big: ma Estupinan? Ecco perchè...

Modric e Pulisic, viva i big: ma Estupinan? Ecco perchè...

il Musagete
Con Chukwueze più avanzato a destra è meglio avere in copertura il fianco sinistro per disegnare una sorta di ibrido 4-4-2

Il Milan di ieri sera non assomiglia per niente a quello che in settimana aveva debuttato, e perso, in Europa contro il Benfica. Formazione rinnovata per oltre la metà: fuori i ragazzi, dentro i senatori. San Siro spegne i fischi e accende gli applausi. Anche l'allenatore sarebbe lo stesso, Amorim, con le stesse idee offensive e la stessa mimica con cui indica ai suoi di attaccare gli spazi: il piano gara stavolta ha funzionato. L'avversario ha opposto scarsa resistenza? Sarà, ma un anno fa il Milan rallentava proprio quando gli ostacoli parevano più bassi. Ieri invece ha ripreso slancio.

Con i big è tutta un'altra storia

Tutto un altro Diavolo. C'è ancora molto lavoro da fare, ma dopo l'euroflop col Benfica serviva una reazione ed è arrivata. Si rivedono i titolari e il Milan, non per caso, si sbarazza in scioltezza di un Lecce troppo timido, risalendo la classifica fino al quinto posto a quota 11 punti, a -2 dalla vetta. Era dal 2022 che non restava imbattuto nelle prime 5 partite. Senza l'1-1 di Gatti al 92' in casa della Juventus sarebbe in testa insieme a Roma, Inter e Lazio.

L'apprendista stregone Ruben ha lasciato il posto all'ingegner Amorim. Dopo i bizzarri esperimenti in Europa League, finiti malissimo, contro il Lecce l'allenatore del Milan ha invece dato prova di solidità nella formazione, nel gioco, nelle richieste ai giocatori. Spettacolo bellissimo anche prima della partita, quando il pubblico rossonero ha applaudito nel ricordo di Franco Baresi, «numero 6 per sempre», si è emozionato nella celebrazione dei 100 anni dello stadio con le parole di Fabio Volo e la musica di Dardust, poi si è raccolto nel saluto a Sandro Mazzola: il silenzio totale, poi gli applausi, anche dalla curva. Chapeau.

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