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Il marchio di fabbrica del Milandi Massimiliano Allegri è ormai chiaro: vincere, anche di misura. Il cosiddetto “corto muso” è diventato una vera e propria identità tattica per i rossoneri, capaci di portare a casa risultati pesanti senza necessariamente brillare sul piano del gioco. L’ultima conferma è arrivata nella vittoria contro il Verona, l’ennesima partita gestita con pragmatismo: pochi rischi, un gol e controllo totale. Un copione che si ripete con sorprendente continuità lungo tutta la stagione.
Le statistiche raccontano meglio di qualsiasi analisi: in 33 giornate di campionato, il Milan ha ottenuto 8 vittorie per 1-0 e ben 13 successi con un solo gol di scarto. Un dato impressionante che evidenzia la solidità della squadra e la sua capacità di massimizzare ogni episodio favorevole.
Nel panorama dei principali campionati europei, però, c’è chi ha fatto ancora meglio: il Napoli guidato da Antonio Conte ha infatti superato i rossoneri con 14 vittorie di misura, confermandosi leader anche in questa particolare classifica.
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Dietro questi numeri c’è una precisa scelta tecnica. Allegri ha costruito fin dall’inizio una squadra equilibrata, con l’obiettivo di ridurre al minimo gli errori e controllare il ritmo delle partite. Il risultato è stato un drastico calo delle disattenzioni individuali rispetto alle stagioni precedenti e una maggiore continuità nei risultati.
Il sistema di gioco, spesso basato sul 3-5-2, garantisce copertura difensiva e permette al Milan di difendere il vantaggio con ordine. Non è un calcio spettacolare, ma è estremamente efficace: vincere diventa l’unica priorità.
Questo approccio, però, non mette tutti d’accordo. Una parte della critica e dei tifosi accusa il Milan di proporre un gioco poco brillante, quasi rinunciatario. Ma Allegri non sembra intenzionato a cambiare: i risultati gli danno ragione e difficilmente, a stagione in corso, modificherà una formula che funziona.
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