Milan, Saelemaekers si racconta: "Grazie Maldini. Che esempio Giroud"
Alexis Saelemaekers farà parte della spedizione del Belgio al Mondiale del 2026 tra Messico, Usa e Canada. Il finale di stagione del giocatore non è stato all'altezza della prima parte, ma è stato comunque un elemento importante per la rosa di Massimiliano Allegri. Anche lui alla fine ha risentito del crollo verticale del Diavolo. In un'intervista rilasciata a Cronache di Spogliatoio il classe 1999 ha parlato della propria carriera, delle difficoltà in Italia e dell'importanza di alcune figure come Maldini, Thiago Motta, Giroud e Pioli.
"Sono molto legato al Belgio. Ringrazio i miei genitori..."
Saelemaekers
La narrazione del giocatore parte propio dal suo paese d'origine. "Il Belgio è un paese che, a parte il meteo che in generale è molto freddo, è davvero caloroso. La gente è molto legata alla famiglia, ci si aiuta tanto l'un l'altro. È il mio paese d'origine, quindi ci sono molto legato ed è sempre un piacere tornarci per vedere la mia famiglia e i miei amici. In campo cambio? Un po' mi dispiace perché a volte la gente ha un'immagine di me distorta, dato che sul campo sono totalmente diverso rispetto alla vita reale, quella fuori dal campo. I miei genitori? Quando sei giovane e inizi ad avere notorietà diventa difficile, non sei ancora maturo. Ho avuto la fortuna di avere una famiglia molto umile che mi tiene sempre con i piedi per terra e che sa rimettermi subito in carreggiata quando sto uscendo dalla mia strada".
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Saelemaekers su Giroud: "Un esempio"
Dal Belgio al Milan, con cui ha avuto la possibilità di giocare con Olivier Giroud. Un giocatore che il belga descrive con parole al miele. "É stato importantissimo. Abbiamo legato tanto, ho avuto la fortuna di passare le vacanze con lui, di incontrare la sua famiglia e i suoi figli. Abbiamo un rapporto molto stretto ed è arrivato in un periodo della mia vita in cui per me era fondamentale avere un appoggio, soprattutto perché sono arrivato a Milano molto giovane e senza la mia famiglia, rimasta in Belgio. Avere una persona con la sua esperienza che mi aiutava e mi dava consigli tutti i giorni è stato un fattore di crescita personale enorme".Le difficoltà iniziali e i ringraziamenti a Maldini
Saelemaekers racconta anche un lato più difficile, ovvero il primo impatto con il mondo dei grandi. "All'inizio è stata dura perché ero molto giovane e non capivo questo livello di esigenza del Milan. Poi, piano piano, capisci quali sono le tue responsabilità in una squadra del genere e ti adegui al livello del gruppo. Sono stato molto grato a Paolo Maldini e al mister Stefano Pioli, che mi hanno concesso tanto tempo per crescere, sapendo che ne avevo bisogno. E poi, il passaggio da Bruxelles a Milano... la città è molto diversa. Se dovessi scegliere di trasferirmi a Milano, lo rifarei altre mille volte. Oggi per me Milano e il Milan sono come casa".
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