Milan-Juventus, abbondano gli ex sia da una parte che dall'altra
Milan.-Juventus è un grande classico del calcio italiano, un appuntamento imperdibile per il nostro movimento. All'andata finì 0-0, non mancarono le situazioni favorevoli per sbloccare la gara sia da una parte che dall'altra. Da quel 5 ottobre tante cose sono cambiate: entrambe si giocano una grossa fetta di Europa e, perché no, anche per il secondo posto. Occhio però ai singoli: sarà anche la gara degli ex.
AC Milan v FC Internazionale - Serie A
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Massimiliano Allegri, ieri alla Juventus e oggi al Milan: un doppio ex
Il grande ex della sfida non può che essere Massimiliano Allegri. Curioso come il calcio riesca a modo suo a comporre strade inimmaginabili per i suoi interpreti. Il tecnico è di fatto un doppio ex: quattro stagioni prima al Milan (ultima annata però esonerato), poi cinque anni alla Juventus con titoli su titoli, il rientro difficile e poi di nuovo il Milan. Allegri ha legato il suo nome principalmente a queste due squadre, che di fatto gli hanno dato la possibilità di mettersi in mostra e di consacrarsi pur dividendo tifosi e opinione pubblica sul suo estremo risultatismo.Da Rabiot e De Winter a Kalulu e Locatelli: quanti ex tra Milan e Juventus
Se Massimiliano Allegri è il doppio ex dalla panchina, Kalulu, Locatelli, De Winter e Rabiot sono i grandi ex che hanno calcato il campo sia con una maglia che con l'altra. In casa Juventus il francese ha vestito la maglia rossonera per quattro stagioni: annata tormentate da qualche stop di troppo, ma l'apporto alla squadra non è mancato. Basta vedere le annate 21/22 e 22/23: l'ex Lione infatti giocava con molta frequenza. Locatelli? Cresciuto nel vivaio rossonero, esordì in Serie A nella stagione 15/16 con Brocchi in panchina contro il Carpi. Ironia della sorte, troverà una delle sue prime reti nel massimo campionato proprio contro la Juventus. Anni dopo ne è diventato capitano.In casa rossonera i grandi ex sono Koni De Winter e Adrien Rabiot. Il belga è cresciuto nel vivaio bianconero, trovando anche l'esordio in Champions League. Tuttavia il giocatore venne poi mandato in prestito e anche quando sembrava esserci la possibilità di restare definitivamente in bianconero venne comunque spedito al Genoa, dove si è poi consacrato. Un rimpianto per la Juventus? Infine Rabiot: arrivato sotto la gestione di Sarri, il francese trovò grande minutaggio soprattutto con il rientro di Massimiliano Allegri alla Continassa. La stagione migliore resta la 22/23, quando l'ex PSG si impose sopratutto a livello realizzativo. Poi l'addio a parametro zero, l'avventura al Marsiglia e infine il Milan, di nuovo con Allegri.
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