Milan, Gonçalo Ramos racconta l'inizio di stagione: "C'è una cosa di cui non parlo con Amorim"
La vittoria casalinga ottenuta contro il Lecce ha spazzato via le tensioni accumulate nelle prime settimane, restituendo il sorriso a mister Amorim e alleggerendo la pressione attorno alla squadra. Gonçalo Ramos, protagonista di un avvio complesso per via del peso delle aspettative e del fisiologico adattamento al nuovo campionato, ha raccontato così queste prime settimane a Milano. Ai canali ufficiali del Milan, l'attaccante portoghese ha raccontato aneddoti familiari, passioni fuori dal campo e l'impatto con la nuova realtà italiana.
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Milan, Gonçalo Ramos a 360 gradi
L'accoglienza dell'universo rossonero è stata per lui una piacevole e travolgente scoperta. Toccare con mano la dimensione globale del club lo ha colpito profondamente: “L’affetto dei tifosi? È stato molto bello, ho incontrato i tifosi per la prima volta a Giacarta dove abbiamo tanti sostenitori. È stato incredibile, perché eravamo così lontani da casa ma potevamo sentire chiaramente il loro supporto. Capisci quanto il Milan sia enorme come Club e come tifoseria. I nostri tifosi ci danno forza e sostegno in ogni partita. Mi piace sentire questo calore durante la partita. A volte può sembrare un piccolo aiuto, ma nei momenti importanti è fondamentale”.
Il legame si sta consolidando non solo con la curva, ma anche con la città. Milano lo ha subito affascinato, così come la sfida di imparare una nuova lingua: "So dire cose semplici come "ciao", "domani", "calcio", "attaccante". Capisco quasi tutto. Milano? Io preferisco la vita di città. Anche quando ero a Parigi avevamo scelto di vivere vicino al centro. Penso che sia meglio, perché quando non ci alleniamo ho qualcosa da fare, se voglio. È anche più sicuro per la mia famiglia. Ho vissuto in due città meravigliose, ma mi piacerebbe tantissimo continuare a vivere qui perché ci sono alcune somiglianze con il Portogallo. Inoltre è una città meravigliosa, più tranquilla di Parigi e per me è meglio perché non amo il caos".
Dietro al calciatore, c'è però un ragazzo fortemente legato alle proprie radici. Il rifugio perfetto rimane la terra d'origine, dove ricarica le batterie circondato dai sapori di casa e guidato, da sempre, dalla famiglia: "Gioco a calcio da sempre, non so esattamente da quando. La mia prima squadra è stata l'Olhanense, a 4 anni. Ho cominciato a giocare con bambini più grandi di me, loro avevano 5-6 anni. Ero il più piccolo perché non c'era una squadra per la mia età in quel momento ma io volevo giocare. Questo è il mio primo ricordo. Passo tanto tempo con mio nonno. Non so molto della sua carriera da calciatore, so più di quella di mio padre perché me ne hanno parlato. Anche adesso mi aiuta ogni settimana, in ogni partita. Lui è sempre il primo ad aiutarmi in ogni momento. Lui giocava quindi sa di più delle altre persone cosa vuol dire giocare e fare determinate cose in campo. Lui è anche il primo a dirmi la verità e a esigere di più da me. Se ad esempio faccio 5 gol in una partita, ma poi ne sbaglio uno la prima cosa che mi dice è: "Potevi fare meglio in quell'occasione". Lui è sempre schietto con me e mi spinge sempre a migliorarmi e a salire di livello. Mia madre invece è molto più loquace di mio padre. Mio padre è più riservato, più tranquillo. E mia madre alza il tono della voce perché non riesce a gestire lo stress".
“Ogni anno trascorro almeno una settimana in Algarve con la mia famiglia, perché è speciale. Ci sono tantissimi turisti e c’è un po’ di tutto: bel clima, buon cibo, c’è tranquillità se riesci a trovare i posti giusti. Per me è Olhão, con il litorale che costeggia la città… Si chiama Rio Formosa, è uno dei posti più belli dell’Algarve. Piatto preferito in portoghese si dice “choco”, seppia. Lo cucini in padella e poi lo mangi con le patate con della salsa. È il mio piatto preferito”.
Quando i riflettori di San Siro si spengono, Gonçalo Ramos segue tanti altri sport, con particolare attenzione all'NBA: "Altre passioni? L'NBA. Amo giocare a basket, è il mio sport preferito. Mi piace guardare l'NBA e ora Philadelphia... Adesso hanno LeBron James, è la nuova squadra di LeBron. Mi piacciono anche altri sport come la Formula 1. Il mio pilota preferito è Hamilton e la mia scuderia preferita è la Ferrari".
In chiusura, un simpatico siparietto con Amorim: "Ricordo quando ero al Benfica e abbiamo pareggiato 2-2 contro lo Sporting, e ho segnato due gol contro mister Amorim. Ero molto felice. Non ne parlo con lui, solo con i membri dello staff Carlos e Vital. Allora lui già mi conosceva perché eravamo nel bel mezzo del campionato e avevo già giocato tante partite col Benfica. Questo lo ha aiutato a conoscermi meglio".
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