Milan, il timore su palla inattiva: già tre reti subìte su gioco da fermo
Come spesso si dice "non c'è due senza tre" ma nel caso del Milan c'è ben poco da ridere. Anzi. Il gol subìto da calcio d'angolo contro il Sassuolo, che ha portato poi al definitivo pareggio dei neroverdi, è stata la terza rete presa dalla squadra di Ruben Amorim su palla inattiva. Tutto questo quando la Serie A è arrivata appena alla sesta giornata. Un problema su cui i rossoneri devono assolutamente lavorare soprattutto se si vuole subito tornare a competere ad alti livelli.
Milan, le disattenzioni su palla inattiva preoccupano: come e perché questi errori
La svolta è obbligatoria. Il cambiamento che il Milan e Cardinale attendono alla porte di Milanello non può più aspettare. C'è tempo per recuperare ma bisogna sbrigarsi. Inoltre, diventa più difficile parlare di svolta se ad oggi la squadra di Amorim non riesce a correggere un brutto vizio: prendere gol su palla inattiva. Dopo le prime sei giornate, i rossoneri sono già arrivate a tre gol subiti da calcio da fermo. Prima ancora del pareggio di Odenthal (su calcio d'angolo) i meneghini hanno commesso lo stesso errore contro Torino e Juventus. Disattenzioni che agli uomini di Amorim sono costati 4 punti.Situazione più "imbarazzante" è stato il gol preso contro la Juventus a tempo scaduto quando ormai la vittoria era ad un passo. Su cross di Koopmeiners, Gatti è riuscito a colpire il pallone di testa mandandolo alle spalle di Maignan nonostante su di lui ci fosse la marcatura, poco efficace, di Loftus-Cheek e De Winter. Ma quello che ancora più preoccupa è che in area c'erano ben 7 giocatori rossoneri contro 5 bianconeri ed avere la meglio sono stati gli uomini di Spalletti.
Contro il Torino, anche se alla fine sono arrivati i 3 punti, la difesa ha peccato di inerzia. Il Milan, schierato in una difesa più a zona che a uomo, comincia a scappare all’indietro ancora prima che Gineitis batta la punizione. Adams, completamente perso da Ramos, tira fuori un eurogol da applausi. Il problema però non è soltanto la prodezza dello scozzese, quanto la scarsa percezione del pericolo dell’intero reparto rossonero. Come a dire "speriamo che vada bene". Non è certo questo l'atteggiamento che richiede Amorim.
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