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FIGC, Malagò scricchiola: stavolta Galliani non si tira indietro

il Musagete
L'attuale presidente Malagò sotto assedio, l'incandidabilità per vizio di tesseramento è sostenuta dal procuratore generale dello Sport Taucer

Il contesto del calcio italiano appare fortemente compromesso, come evidenziato anche dai numeri inquietanti presentati da Massimiliano Atelli, presidente della commissione di vigilanza sui conti dei club ed ex capo di gabinetto del ministro Abodi, secondo cui appena 4 società su 20 in Serie A risultano relativamente solide, mentre quasi la metà della massima serie e tre quarti della Serie B soffrono di tensioni e fragilità economiche, in un panorama segnato da numerosi fallimenti e da una Nazionale lontana dai Mondiali dal 2014.

Galliani non direbbe di no...

Dietro le quinte si lavora già al dopo-Malagò: alcuni club di Serie A, nell'ipotesi di un commissariamento breve finalizzato a nuove elezioni, hanno individuato come figura di transizione per i prossimi due anni Adriano Galliani, il quale avrebbe espresso la sua disponibilità a non tirarsi indietro, secondo Repubblica.

A spingere per l'uscita di scena di Malagò vi è l'azione del Governo e in particolare del ministro per lo Sport Abodi, che sta esercitando una forte pressione sul CONI e sul presidente Luciano Buonfiglio, minacciando il commissariamento dello stesso CONI per omesso controllo qualora non intervenga sulla FIGC. Il punto nodale della vicenda risiede ora nella firma sulla candidatura di Malagò da parte del segretario generale della FIGC Brunelli, un atto considerato illegittimo per la mancanza del tesseramento.

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