Milanisti Channel News Il pragmatismo di Allegri vs la spettacolarità di Spalletti: un confronto tattico
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Il pragmatismo di Allegri vs la spettacolarità di Spalletti: un confronto tattico

Filippo Pelucchi
Milan-Juve non è stata una grande gara dal punto di vista delle conclusioni, ma permette di capire la differenza di gioco tra i rossoneri di Allegri e la Juve di Spalletti

Quale occasione migliorare per vedere l'operato di due tecnici all'opera se non con lo 0-0, che secondo Gianni Brera era il risultato perfetto di una partita di calcio? Allora prendiamo Milan-Juve di ieri sera e vediamo come giocano da una parte il Milan di Massimiliano Allegri e poi la Juventus di Luciano Spalletti, andando a vedere le principali differenze negli stili di gioco e le loro filosofie.

Da una parte il pragmatismo, dall'altra la spettacolarità

Un confronto diretto tra il Milan di Massimiliano Allegri e la Juventus di Luciano Spalletti è interessante perché mette di fronte due filosofie quasi opposte. Allegri tende a essere pragmatico e orientato al risultato. La priorità è l’equilibrio difensivo, con linee compatte e gestione dei ritmi. Il possesso nel gioco di Allegri non è dominante, ma funzionale.

Gli esterni lavorano molto in fase di copertura e si sacrificano (vedi Saelemaekers ma anche Pulisic, seppur non in forma negli ultimi mesi). Gli attaccanti partecipano poco alla costruzione. Il gioco è più verticale che elaborato. Allegri valorizza l’esperienza e la gestione dei momenti, arrivando spesso a partite “bloccate” e decise da episodi (il noto "cortomusismo" e i classici 1-0). La solidità è il punto di forza principale. Meno spettacolo, più concretezza, con una mentalità che si può definire più cinica e attendista.

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La Juventus di Spalletti, invece, punta su un calcio propositivo. Costruzione dal basso molto elaborata e codificata, un grande utilizzo del possesso palla per controllare la gara. Pressing alto e organizzato per recuperare subito il pallone e attaccare in contropiede, come ha fatto vedere David sul presunto rigore chiesto da Luciano Spalletti ieri sera. Gli esterni offensivi attaccano l’ampiezza e l’uno contro uno (basti vedere Conceicao che nei primi mesi di Juve era quasi osteggiato come uno dei pochi in Italia in grado di saltare l'uomo).

La squadra cerca superiorità numerica tra le linee, con movimenti sincronizzati e principi di gioco chiari e volti a occupare lo spazio in fase d'attacco. Si concretizza in più occasioni create, ma anche più spazi concessi. Spalletti in generale privilegia giocatori intelligenti tatticamente (in questa Juve potrebbero essere, ad esempio, McKennie e Locatelli). Il suo gioco è più spettacolare e dominante, con una mentalità è aggressiva e proattiva.