Milanisti Channel News Il Milan a Mapei: in campo ci sarà uno solo dei giocatori che vinsero lo Scudetto del 2022

Il Milan a Mapei: in campo ci sarà uno solo dei giocatori che vinsero lo Scudetto del 2022

Federico Iezzi
Tutti gli altri hanno lasciato il Milan.

Domenica pomeriggio il Milan va di scena nello stadio in cui ha vinto il suo ultimo Scudetto: il Mapei, casa del Sassuolo. Ma di quell'ultimo, grande trionfo, oggi in rosa è rimasto un solo giocatore: il portiere, Mike Maignan. Vediamo che fine hanno fatto gli altri.

Del Milan che vinse lo Scudetto al Mapei è rimasto solo Maignan

Era il Milan di Stefano Pioli, quello che vinceva lo Scudetto del 2022. E lo vinceva al Mapei Stadium, dove domenica, alle ore diciotto, incontrerà il Sassuolo nella sesta giornata di Serie A. Ad oggi, nella formazione di Ruben Amorim, è rimasto un solo calciatore di quella squadra che vinse il campionato: si tratta di Maignan. Ci sarebbe anche Saelemaekers ma è infortunato ed è improbabile che scenda in campo dopodomani. E anche Tomori, che però è in panchina e non scende in campo dallo scorso campionato.

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Negli undici che scesero in campo il 22 maggio del 2022 c'era, anzitutto Ibrahimovic. Lo svedese, in un certo modo, è rimasto: ora è advisor di RedBird. Ci sono stati poi degli addii naturali: Brahim Diaz, che è tornato al Real Madrid, la cessione di Giroud. Altre, invece, sono state più dolorose: quelle di Tonali, ceduto al Newcastle in Premier League, e il più recente addio di Leao, su tutte. Se ne è andato via anche Kessiè che, dopo aver giocato al Barcellona e in Arabia Saudita, è oggi all'Atalanta. Ma c'è anche lo strano caso di Calabria: oggi in Grecia al Panathinaikos, l'ex capitano del Diavolo arrivò alla fine del contratto senza mai essere stato vicino ad un rinnovo con i rossoneri.

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Ma perché questo massacro? Una spiegazione può darcela il calcio moderno con le permanenze dei calciatori nei club che durano meno, con i procuratori che premono i propri assistiti per andare via. Ma anche la società ci ha messo il suo, senza dubbio. E lo ha fatto con le tante, forse troppe, rivoluzioni che ha attraversato: l'addio di Maldini, poi l'epoca di Furlani e Moncada, la gestione Allegri-Igli Tare.

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