I cinque problemi di Ruben Amorim: attacco, difesa, gli esterni, il pressing e l'atteggiamento
Ci sono ancora tante cose su cui mister Amorim e la dirigenza del Milan devono lavorare: una rosa da sfoltire, qualche ulteriore rinforzo da individuare, una filosofia di gioco da sviluppare. Limitandoci al campo, infatti, ci sono cinque cose che il tecnico portoghese dovrà migliorare: il pressing, la fase offensiva, la fase difensiva, gli esterni e l'atteggiamento generale.
Ruben Amorim e un Milan da cambiare nel profondo
L'allenatore portoghese vuole una squadra che pressa e recupera la palla. Per questo, nelle amichevoli, ha impostato una formazione che gioca con un baricentro molto alto e va a riconquistare il pallone nella metà campo degli avversari. La cosa, però, non ha funzionato perfettamente: con il Chelsea, infatti, la passività dei rossoneri è stata totale. La partita contro i Blues ha evidenziato anche le lacune dell'attacco del Milan: poche idee, mai una azione davvero pericolosa e nessun tiro che ha centrato lo specchio della porta. Nessuno dei centravanti, inoltre, prova a saltare l'uomo. Anche il reparto difensivo commette numerosi errori e spesso sono proprio questi sbagli che conducono il Milan a subire gol che sarebbero facilmente evitabili: lo si è visto già contro il Celtic.Amorim ama sviluppare il gioco sulle corsie esterne: è una sua caratteristica. Le fasce, quindi, sono fondamentali per i suoi piani tattici. Mancano, però, gli interpreti adatti. L'unico in grado di garantire una doppia fase all'altezza è Saelemaekers. Chukwueze sta deludendo, Athekame non è neanche stato preso in considerazione, Estupinan ha confermato le sue lacune in fase di non possesso e Bartesaghi non ha il passo che chiede l'ex allenatore del Manchester United.
Infine, c'è la questione dell'atteggiamento generale: Contro Celtic e Inter, almeno, i rossoneri avevano reagito e pareggiato. Nella partita con il Chelsea, invece, questa reazione è totalmente mancata. In pratica il Milan non ci ha mai provato o, più probabilmente, non è mai stato in grado di provarci.
© RIPRODUZIONE RISERVATA