Milanisti Channel News Non c'è pace per la FIGC: il Coni indaga sull'elezione di Giovanni Malagò

Non c'è pace per la FIGC: il Coni indaga sull'elezione di Giovanni Malagò

Mattia Celio
La vicenda ruoterebbe attorno al quesito sollevato dall’avvocato Renato Miele, mancato candidato alle elezioni dello scorso 22 giugno

Per il calcio italiano e per la FIGC non esiste proprio un momento di pace. Come riporta infatti La Stampa, nelle ultime ore sarebbero state aperte delle indagini sull'elezione di Giovanni Malagò. Una nuova vicenda che va ad aggiungersi al caos creatosi dopo il caso Pirlo, le conseguenti dimissioni di Maldini e Leonardo e la scelta contestata di Roberto Mancini come nuovo allenatore della Nazionale.

Secondo il quotidiano piemontese, la vicenda ruoterebbe al quesito sollevato dall’avvocato Renato Miele, ex giocatore della Lazio e mancato candidato alle elezioni dello scorso 22 giugno, che da mesi chiede di sapere se Malagò fosse in regola con il tesseramento per poter essere eletto come nuovo presidente. Si tratta di una condizione fondamentale.

CORTINA D'AMPEZZO, ITALIA - 15 MARZO: Giovanni Malagò, Presidente del Comitato Organizzatore dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, tiene un discorso durante la cerimonia di chiusura dei Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 presso lo Stadio Olimpico del Curling di Cortina, il 15 marzo 2026 a Cortina d'Ampezzo, Italia. (Foto di Mattia Ozbot/Getty Images)

La FIGC ha risposto che Malagò "è stato ritenuto candidabile dagli uffici", ma il modulo relativo al presidente non figurerebbe nell'anagrafe federale S400. L'esposto di Miele era stato inizialmente respinto e giudicato "inammissibile" poiché non candidato, ma l'intervento della Procura generale dello Sport potrebbe cambiare la situazione. Se l'inchiesta, promossa dal procuratore del Coni, Ugo Taucer, dovesse accertare l'assenza del suddetto tesseramento, la candidatura di Malagò risulterebbe non valida e sfocerebbe nell'annullamento delle elezioni e, nello scenario più drastico, del commissariamento della FIGC. A rischio, dunque, le posizioni anche di Roberto Mancini e Claudio Ranieri.